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pubblicato il 06/giu/2014 17:13

Pil: Cisl, serve strategia straordinaria per il sud

(ASCA) - Roma, 6 giu 2014 - ''La lunga crisi di questi ultimi anni e' stata certamente devastante per il paese ma lo e' stato ancor di piu' in maniera pesante e drammatica per il Mezzogiorno che ha pagato il prezzo piu' alto alla recessione''. Lo dichiara in una nota il Segretario Confederale della Cisl, Luigi Sbarra, commentando le stime dell'Istat relative al 2013 sulla caduta del Pil per aree territoriali, secondo le quali a fronte di un calo nazionale dell'1,9%, il Sud ha fatto registrare una riduzione del Pil del 4%, doppia rispetto al dato complessivo. ''L'esplosione della disoccupazione, specie quella giovanile ed il dilagare delle poverta' - continua Sbarra- accentuano maggiormente squilibri territoriali e diseguaglianze sociali con il resto del paese. Occorre rilanciare gli investimenti pubblici e privati, facendo leva sulle tante risorse presenti e sulle potenzialita' inespresse di cui godono le regioni meridionali''. Per la Cisl - continua il sindacalista - ''e' necessario guardare in via prioritaria alle questioni delle infrastrutture (materiali e immateriali ) ad impresa, lavoro, poverta' e legalita'. Sia chiaro, il Mezzogiorno non ha oggi una crisi di finanziamenti ma il protrarsi delle difficolta' di spesa delle amministrazioni regionali. Per questo serve una strategia nazionale straordinaria e propulsiva, in grado di superare gli ostacoli amministrativi e del patto di stabilita' che attanagliano le Regioni meridionali e che hanno contribuito a generare un ulteriore calo degli occupati - 4,5 %. In Regioni che gia' hanno il primato della poverta' del paese, ci confrontiamo con la irresponsabilita' delle classi dirigenti nazionali e regionali, con la indolenza politica che pur conoscendo i nodi critici non li affronta con la dovuta determinazione''. Secondo Sbarra ''occorre trasformare i finanziamenti dei fondi strutturali e del Piano di azione e coesione in opere, appalti, lavoro. Si tratta di impegnare e spendere in modo qualificato ed ottimale gli oltre 30 miliardi di euro del solo periodo 2007-2013, di concentrare la spesa che continua ad essere dispersa in mille rivoli, di qualificare al meglio la nuova programmazione comunitaria 2014-2020, di chiedere al Governo Nazionale e rivendicare la certezza dei finanziamenti a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (ex fas) assicurando il principio dell'addizionalita' e dell'aggiuntivita' dell'intervento ordinario dello stato rispetto ai fondi comunitari''. ''Sostenere la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno - conclude Sbarra- non e' solo interesse del Sud ma dell'intero paese perche' se riparte il Meridione attraverso gli investimenti ed il rilancio dei consumi, ridiamo fiato all'intero sistema economico, industriale, produttivo dei servizi dell'Italia'' . red/glr

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