sabato 25 febbraio | 17:52
pubblicato il 20/nov/2013 15:06

Piemonte/industria: Unioncamere, si rivede il segno piu'

(ASCA) - Torino, 20 nov - Dopo sette trimestri consecutivi di flessione della produzione industriale, nel III trimestre 2013 si e' registrata in Piemonte la tanto attesa inversione di tendenza. E' quanto evidenzia lindagine congiunturale di Unioncamere Piemonte. La prima meta' dell'anno si era gia' caratterizzata per una progressiva attenuazione dell'intensita' della contrazione; nel periodo luglio-settembre 2013 la produzione industriale piemontese ha finalmente registrato una variazione tendenziale grezza del +0,6% rispetto al III trimestre del 2012. Per quanto si tratti di un risultato positivo, occorre precisare come il confronto venga effettuato rispetto al trimestre che ha scontato la diminuzione della produzione industriale piu' intensa tra quelle registrate a partire dal IV trimestre 2011. ''Finalmente un po' di respiro per il sistema imprenditoriale piemontese - dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -: un risultato che ci restituisce l'immagine di un Piemonte che non smette di credere nelle proprie potenzialita', anche nei momenti piu' difficili. I dati ci mostrano che uscire dalla crisi e' possibile, ma il momento congiunturale resta molto delicato e non bisogna abbassare la guardia. Nei prossimi trimestri - prosegue Dardanello - sara' quindi decisivo l'impegno delle istituzioni nel predisporre strumenti a supporto delle imprese e in grado di far ripartire la domanda interna, nella consapevolezza che l'export - che ancora una volta si conferma il fattore trainante - non puo' essere l'unico motore di sviluppo della nostra economia''. ''La situazione dell'industria rimane molto delicata - avverte Gianfranco Carbonato, Presidente di Confindustria Piemonte -: la domanda interna non da' segni di risveglio e il miglioramento e' spiegato esclusivamente dall'andamento dell'export. Finche' non ripartiranno gli investimenti, la ripresa rimarra' fragile. Le imprese soffrono anche sul piano finanziario: il credito stenta ancora ad affluire alle imprese, non si attenua il flusso di sofferenze, peggiora la redditivita'''. ''E' un quadro a luci e ombre quello che emerge dall'analisi delle esportazioni - spiega Antonio Nucci Direttore Regionale per il Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo - Se da un lato, infatti, le aree distrettuali della regione mostrano una crescita nulla nel II trimestre del 2013, dall'altro lato evidenziano una migliore tenuta sia rispetto alla media del manifatturiero italiano (-0,3% la variazione dell'export), sia, soprattutto, rispetto all'industria tedesca (-1,7%)''. La stagnazione delle esportazioni piemontesi e' la sintesi di andamenti molto differenziati, con distretti in forte crescita (vini di Langhe, Roero e Monferrato) e distretti ancora in calo (ad esempio, la rubinetteria e il valvolame di Cusio-Valsesia).

L'export piemontese e' poi rimasto in territorio negativo nei mercati maturi (-1,7%) e, soprattutto, in Europa, ma ha continuato a crescere nei nuovi mercati (+4,4%), dove sono stati trainanti Brasile, Cina, Polonia e Sudafrica. Le prospettive di superamento dell'attuale fase recessiva restano affidate nel breve termine alla capacita' delle imprese piemontesi di sfruttare le opportunita' presenti all'estero''. Il fatturato totale aumenta, in media, dell'1,3%, trainato dalla componente estera, che segnala una variazione tendenziale del +2,2%. I risultati migliori vengono concretizzati dalle industrie chimiche e delle materie plastiche (+3,8%) e da quelle dei mezzi di trasporto (+3,7%). Le industrie meccaniche registrano, invece, un nuovo calo produttivo (-1,7%). A livello territoriale Il tessuto produttivo della provincia di Torino realizza, cosi' come nel trimestre precedente, il risultato piu' convincente, con un aumento del 2,0% rispetto al III trimestre 2012. Il buon andamento registrato dalle industrie tessili e dell'abbigliamento fa si' che la provincia di Biella si collochi subito dopo il torinese, registrando un incremento dell'1,9%.

L'alessandrino e il cuneese concretizzano variazioni tendenziali della produzione industriale rispettivamente pari al +0,8% e +0,4%. Il segno negativo accomuna, invece, i restanti territori.

com/eg/mau

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