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pubblicato il 17/feb/2014 14:47

Piemonte/Industria: positivo anche il 4* trim 2013 ma imprenditori cauti

(ASCA) - Torino, 17 feb 2014 - Per il secondo trimestre consecutivo il Piemonte registra un aumento della produzione industriale ma l'umore degli imprenditori non cambia invece segno. Nel IV trimestre 2013 si e' registrato, infatti, un aumento dello 0,9% che si accompagna a quello dello 0,6% del trimestre precedente. E' quanto evidenzia Unioncamere Piemonte mentre l'indagine previsionale di Confindustria piemonte, presentata congiuntamente e riferita al primo trimestre del 2014, non si apre sotto auspici favorevoli: nessuna speranza di una imminente inversione del ciclo recessivo, peggiorano tutti gli indicatori a cominciare da quello occupazionale, e ad eccezione dell'export, che pero' scende lievemente rispetto al 2013. Nel IV trimestre 2013 l'incremento della produzione industriale si associa ai risultati positivi realizzati da tutti gli altri indicatori congiunturali, ad eccezione degli ordinativi interni che diminuiscono dell'1,2% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2012, a conferma delle condizioni ancora critiche del mercato interno. Gli ordinativi esteri, invece, continuano a manifestare un andamento positivo, rilevando un aumento del 2,1%. Positiva anche la variazione del fatturato: le imprese manifatturiere piemontesi registrano, infatti, un incremento tendenziale medio del fatturato totale pari all'1,8%, ampiamente sostenuto dalla componente estera che mette a segno una variazione del +6,6% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Le industrie chimiche e delle materie plastiche realizzano la perfomance migliore con una variazione del +5,4%. Risultano superiori alla media regionale anche gli incrementi registrati dalle industrie meccaniche (3.3%), dalle industrie dei metalli (2,7%) e da quelle tessili e dell'abbigliamento (+1,6%).

''E' ancora presto per parlare di fine della crisi - osserva Ferruccio Dardanello presidente di Unioncamere Piemonte -, ma i dati ci mostrano qualche miglioramento, segno che la strada imboccata e' quella giusta, soprattutto con riferimento all'internazionalizzazione: i mercati esteri si confermano infatti, ancora una volta, il principale asset di sviluppo per la nostra economia, sia in termini di ordinativi che di fatturato. La domanda interna, pero', rappresenta ancora una nota dolente, ed e' in questa direzione che devono concentrarsi gli sforzi di tutti: decisori pubblici, sistema camerale, Associazioni di categoria e sistema bancario''. La situazione finanziaria e di liquidita' rimane problematica - sottolinea il vicepresidente di Confindustria Piemonte Marco Gay - .Per contro, una lettura piu' attenta dei dati lascia intravedere qualche segnale meno negativo. Il cauto ottimismo del settore metalmeccanico, solitamente anticipatore del trend economico, e la tenuta nonostante tutto delle esportazioni, sono segnali importanti che fanno ben sperare''.

com/eg/mau

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