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pubblicato il 18/dic/2013 16:38

Piemonte/Derivati: la Regione fa la pace con Intesa Sanpaolo

(ASCA) - Torino, 18 dic - La Regione Piemonte fa un altro passo verso la pace sui derivati stipulati nel 2006 per 1,8 miliardi complessivi. L'ente di Piazza Castello e Intesa Sanpaolo hanno infatti raggiunto l'accordo per chiudere ogni controversia relativa ai due contratti in strumenti finanziari derivati, stipulati a copertura delle emissioni obbligazionarie per una tranche di 600 milioni. L'intesa, siglata ieri, ritenuta completamente soddisfacente per entrambe le parti, 'evitera' quindi lunghi e costosi giudizi e consentira' inoltre di proseguire regolarmente il rapporto di collaborazione', e' scritto in una nota della Regione Piemonte. A quanto si apprende l'accordo prevederebbe un esborso da parte di Intesa-Sanpaolo di circa 8 milioni, la stessa cifra concordata nella prima intesa raggiunta, nel giugno scorso, con Merrill Lynch, con l'analoga possibilita' di salire fino a 15 milioni. Nel gennaio 2012 la Regione sentendosi ingiustamente penalizzata dal contratto aveva deciso di sospendere l'efficacia degli atti amministrativi che istituivano i derivati, impegnandosi a versare soltanto il tasso di interesse pattuito, 15 punti sopra l'Euribor, e il bond trentennale. I derivati infatti secondo la perizia di parte hanno rappresentato costi impliciti per 54 milioni e una mancata riduzione del costo degli interessi, malgrado il calo dell'Euribor, valutata in 95 milioni, per effetto del 'pavimento', vale a dire la soglia minima sui tassi, al 3,75%.

Nel 2006, sotto la regia dell'assessore al bilancio Paolo Peveraro, furono complessivamente 5 i derivati siglati dalla Regione Piemonte, tre da 600mila euro nei confronti di Merrill Lynch , di Dexia, e di Banca Opi, (poi divenuta Biis, Gruppo Intesa-Sanpaolo) e due da 28 milioni con Merrill Lynch e Banca Opi Dopo la transazione delle ultime ore resta in piedi il solo contenzioso con Dexia per il quale sono in corso due procedimenti giudiziari, uno davanti al consiglio di Stato e uno davanti al tribunale di Londra. Ma non e' da escludere una prossima intesa anche con l'ultima delle istituzioni finanziarie coinvolte. eg/mau

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