sabato 25 febbraio | 15:42
pubblicato il 12/giu/2013 20:34

Piemonte: Bankitalia, regione ha primato disoccupazione nel Nord Ovest

(ASCA) - Torino, 12 giu - L'emergenza occupazionale in Piemonte e' piu' acuta che nel resto delle regioni del Nord Ovest, segnali positivi arrivano pero' dall'industria alimentare mentre il turismo e' in piena espansione a Torino e provincia. E' quanto evidenzia il rapporto di Banca d'Italia sull'economia del Piemonte presentato oggi.

Nel primo trimestre del 2013, si e' registrato un calo dell'occupazione del 4,2% mentre il tasso di disoccupazione e' all'11,2% contro una media del 9,5% e del 12,8% delle regioni del Nord Ovest e dell'Italia. Nel 2012, l'occupazione era diminuita dell1,1%, con una riduzione superiore alle 21mila unita', a fronte di un calo su media nazionale dell'0,3% e dello 0,4% per le regioni del Nord Ovest.

La flessione e' stata particolarmente intensa nell'industria (-4%), ma ha interessato anche i settori dei servizi e del commercio. In controtendenza pero' l'occupazione dei laureati.

Il tasso di disoccupazione e' salito al 9,2% il piu' alto tra le regioni del Nord. L'aumento ha riguardato in particolare i giovani tra i 15 e i 24 anni. Il nuovo peggioramento della congiuntura si e' riflesso anche in una ripresa del ricorso alla Cassa integrazione guadagni ordinaria. Piu' in generale in base alle stime di Prometeia, il prodotto interno lordo regionale in termini reali nel 2012 e' diminuito del 2,3 per cento, in misura analoga alla media nazionale. Nell'anno precedente era cresciuto dello 0,9 per cento. Nell'industria la domanda interna e' calata, riflettendo la debolezza dei consumi delle famiglie e degli investimenti delle imprese; quella estera, pur rallentando sensibilmente, ha continuato a fornire un contributo positivo, grazie alle esportazioni nei paesi non appartenenti all'Unione europea.

Nel complesso il fatturato, la produzione e il valore aggiunto sono tornati a diminuire. Anche nel terziario il valore aggiunto e' tornato a calare, dopo la modesta espansione dei due anni precedenti. Nel comparto del commercio al dettaglio e della ristorazione il fatturato in termini reali e' diminuito anche nel 2012. In quello turistico la dinamica degli arrivi e delle presenze si e' indebolita, riflettendo il calo della componente nazionale, a fronte di una significativa espansione del turismo straniero, soprattutto nella provincia di Torino. Per i prossimi mesi i risultati delle indagini della Banca d'Italia sulle imprese sembrano prefigurare una stabilizzazione del ciclo: il fatturato sia nell'industria sia nei servizi si attesterebbe nel complesso del 2013 sui valori dello scorso anno.

Indicazioni piu' favorevoli vengono dalle imprese piu' orientate all'export. In Piemonte la spesa formalizzata in ricerca e sviluppo delle imprese e' abbastanza elevata, ma la propensione a brevettare risulta piu' bassa di quella delle regioni nord occidentali. Negli ultimi anni un contributo significativo all'economia regionale e' venuto dal settore agroalimentare con una dinamica del fatturato piu' stabile, una redditivita' piu' elevata e un indebitamento inferiore. Nell'ultimo decennio la dinamica dell'export e' stata nettamente migliore sia del totale regionale sia della media italiana del settore e l'occupazione e' aumentata significativamente, anche nel periodo successivo allo scoppio della crisi. In calo il credito alle imprese e l'andamento negativo e' proseguito nel primo trimestre dell'anno in corso.

Vi hanno contribuito sia la debolezza della domanda di finanziamenti, dovuta alla fase economica negativa, sia l'orientamento restrittivo da parte delle banche, a sua volta connesso soprattutto con l'accresciuta rischiosita' dei prestiti. La dinamica del credito e' stata peggiore per le aziende di minori dimensioni. Anche i prestiti alle famiglie hanno fatto registrare una contrazione, che ha interrotto una lunga fase di espansione. La dinamica ha riflesso il calo dei mutui immobiliari, mentre e' proseguito il peggioramento della qualita' del credito iniziato nell'autunno del 2011. Il flusso di nuove sofferenze e' salito (1,9% di media contro l1,6% del 2011) a livelli storicamente elevati in tutti i principali comparti di attivita' economica.

eg/mau

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