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pubblicato il 21/gen/2016 18:09

Piazza Affari +4,2%, super-rimbalzo banche su effetto Draghi

Spread Btp-Bund sui 110 punti

Piazza Affari +4,2%, super-rimbalzo banche su effetto Draghi

Milano, 21 gen. (askanews) - Giornata di recupero per piazza Affari dopo il vertiginoso crollo di ieri grazie al super-rimbalzo delle banche italiane, rassicurate dalle parole di Mario Draghi dopo essere finite nella bufera da lunedì scorso. L'indice Ftse Mib ha riguadagnato il 4,2% a 18.723,2207 punti, l'All Share ha segnato +3,94% a 20.322,7598 punti. Migliorato anche lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, ridisceso in area 110 punti base (con un minimo di giornata sotto i 100 punti, a 98,84 punti, sulla scia delle dichiarazioni di Draghi) dopo che in mattinata aveva segnato un massimo oltre i 120 punti base.

Il governatore della Bce ha sottolineato che le banche italiane "hanno accantonamenti simili a quelli dell'area euro e hanno anche un alto livello di garanzie e collaterali" e che la vigilanza Bce non farà richiesta alle banche europee nè a quelle italiane di nuovi accantonamenti né di raccolta di nuovo capitale, oltre a quelle già avanzate nella valutazione complessiva del settore effettuata nel 2015.

Il titolo Mps, precipitato nel baratro nei giorni scorsi, ha messo a segno un impressionante rimbalzo: +42,84% a 0,7285 euro. Recuperi diffusi anche per gli altri bancari: Bper +11,04%, Banco Popolare +10,31%, UniCredit +7,93%, Ubi banca +5,69%, Mediobanca +5,54%, Intesa Sanpaolo +4,88%, Bpm +4,37%.

In grande evidenza pure Fca (+6,37%), Mediaset (+6,14%) e Telecom (+5,38%). Tra le blue chip solo Saipem (settore oil) si è mossa in netta controtendenza negativa, con uno scivolone del -5,87%.

Chiusure positive anche per le principali Borse europee, tra la quali Milano ha segnato il maggior rialzo. Anche qui hanno giovato le parole di Draghi, che alla luce del quadro economico complessivo ha anticipato che la Bce potrebbe rivedere ed eventualmente modificare le proprie politiche di stimolo all'economia al Consiglio direttivo di marzo 2016. Oggi la Banca centrale europea ha deciso peraltro di lasciare invariati i tassi d'interesse dell'eurozona al minimo storico dello 0,05%. Un livello che Draghi ritiene rimmarrà tale a lungo.

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