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pubblicato il 13/apr/2011 20:31

Piano riforme/ Governo vara pacchetto,taglia stime crescita

Tremonti: "Decreto a maggio ma nessuna manovra lacrime e sangue"

Piano riforme/ Governo vara pacchetto,taglia stime crescita

Roma, 13 apr. (askanews) - Nei tempi fissati dall'Europa il governo vara il piano nazionale per le riforme, un progetto che punta a misure per lo sviluppo a costo zero per rilanciare la crescita, ancora troppo debole. L'esecutivo, infatti, in linea con i maggiori organismi internazionali taglia le stime per l'Italia prevedendo quest'anno un aumento del Pil dell'1,1%, inferiore rispetto al precedente 1,3%. Revisioni al ribasso anche per il 2012 e il 2013, quando la crescita invece di correre a livelli del 2% si limiterà all'1,3% e all'1,5%. E mentre l'economia non riparte il debito aumenta. Uno scenario che porterà a una nuova manovra di consolidamento dei conti già a maggio. Intervento che però, ha assicurato il ministro Giulio Tremonti, "non sarà lacrime e sangue" e "non avrà un impatto drammatico su persone e famiglie". Il ministro ha chiarito però che "non c'è emergenza o urgenza" di un intervento correttivo. Misure per lo sviluppo e la crescita che non potranno essere fatte a deficit. "Non esiste crescita senza rigore", ha sottolineato Tremonti, richiamando l'impegno di tutti, politica e parti sociali, a "non illudere sul fatto che esista la crescita senza il rigore". I processi di riforma, ha assicurato il titolare di via Venti Settembre, "sono tutti allineati sul principio della prudenza e del rigore fiscale", in linea con il sentiero di rientro del deficit concordato con Bruxelles che prevede la riduzione del disavanzo al 3,9% quest'anno, al 2,7% l'anno prossimo, al 2,2% nel 2013, fino ad arrivare al pareggio di bilancio dal 2014-2015. Il Pnr imposto dal nuovo semestre europeo, che ciascun paese deve presentare entro aprile, avrà come obiettivo numero uno quello di superare i "colli di bottiglia" agendo principalmente su: Sud, fisco, federalismo, occupazione, pensioni, infrastrutture, innovazione, concorrenza e finanza pubblica. In particolare, dalla riforma fiscale, secondo Tremonti, "può venire una sferzata alla crescita economica del nostro paese" che ci consentirà di "fare uscire la nostra economia dalla gabbia di un sistema vecchio di mezzo secolo e via via peggiorato". Sul nucleare, invece, il programma recepisce lo stop di un anno deciso dal governo con la moratoria. Quanto alla disoccupazione, che resta sostenuta, si punta a favorire l'ingresso nel mercato del lavoro di donne, giovani e lavoratori anziani. Il Sud resta il pallino dell'esecutivo perchè, ha detto Tremonti, "l'Italia è un paese a economia duale" e "non vogliamo che diventi un paese diviso". Insomma, un pacchetto che avrà un impatto positivo sul Pil nel quadriennio 2011-2014 pari a 0,4 punti percentuali l'anno. Nonostante le brutte notizie sul fronte del debito in continuo aumento, Tremonti ha annunciato che l'Italia non è più il paese con il terzo debito pubblico al mondo, essendo stata superata dalla Germania. Mentre sul debito privato, indicatore sul quale Tremonti ha insistito molto nelle sedi europee, l'Italia registra livelli "più contenuti rispetto alla media degli altri paesi". Tuttavia, il debito pubblico non inizierà un trend in discesa nei prossimi anni, anzi salirà nel 2011 al 120%, nel 2012 al 119,4% e nel 2013 al 116,9%. Nelle vecchie stime il debito era previsto al 119,2% quest'anno, al 117,5% l'anno prossimo e al 115,2% nel 2013.

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