venerdì 02 dicembre | 21:21
pubblicato il 21/dic/2015 11:36

Petrolio a picco, cisterne piene e Brent crolla a minimi 11 anni

Goldman Sachs vede possibile collasso a 20 dollari in 2016

Petrolio a picco, cisterne piene e Brent crolla a minimi 11 anni

Roma, 21 dic. (askanews) - Prezzi petroliferi sempre più giù, con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord arrivato a segnare nuovi minimi pluriennali, a 36,17 dollari negli scambi mattutini ha registrato un valore che non si vedeva dal luglio del 2004. Flessioni che continuano a risentire dell'eccesso di offerta che da molti mesi coinvolge i mercati, combinato con la generale fine del "superciclo" delle materie prime, legata a doppio filo con l'indebolimento delle economie emergenti, e a cui nelle ultime sedute si è aggiunto il rafforzamento del dollaro innescato dal rialzo dei tassi da parte della Federal reserve.

A tarda mattina il Brent risulta in calo di 31 cents rispetto alla chiusura di venerdì scorso, a 36,57 dollari. Negli scambi dell'after hours sul New York Mercantile Exchange il barile di West Texas intermediate cede 29 cents a 34,44 dollari.

La caduta potrebbe proseguire e di molto, a dar retta alle previsioni ribassiste che si sono moltiplicate nelle ultime settimane, specialmente dopo che l'Opec, il cartello degli esportatori di greggio ha nuovamente mostrato divisioni e una non volontà di impartire una stretta all'offerta per bloccare i cali. Ad esempio secondo Goldman Sachs è possibile che il barile finisca a 20 dollari nel corso dell'anno che si sta per aprire.

Altri osservatori, riporta Dow Jones, invece ritengono che si sia giunti vicino a valori che innescherebbero acquisti speculativi, con effetti di rimbalzo sui prezzi.

Intanto sembra profilarsi anche una inusuale circostanza: il greggio che arriva sui mercati è talmente superiore alla domanda che le capacità di immagazzinamento stanno arrivando al limite. Come se non bastasse, le previsioni di crollo della nuova produzione statunitense e nord americana legata a tecnologie come la frammentazione idrolitica e le sabbie bituminose si stanno rivelando almeno in parte inesatte: nonostante il collasso dei prezzi - e queste tecniche sono molto più costose di quelle ordinarie - la scorsa settimana sono stati avviati 17 nuovi impianti.

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