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pubblicato il 08/ago/2016 15:27

Pensioni, per il pacchetto pronti 1,5 mld. L'Ape sarà il fulcro

Anticipazione pensionistica in provvedimento prima della manovra

Pensioni, per il pacchetto pronti 1,5 mld. L'Ape sarà il fulcro

Roma, 8 ago. (askanews) - L'Ape, l'anticipazione pensionistica, sarà lo strumento di riferimento per la flessibilità nell'uscita dal lavoro. Il costo dell'intervento, che sarà avviato prima della legge di stabilità, è stimato intorno ai 600-700 milioni di euro. Ma il Governo è pronto a stanziare circa 1,5 miliardi per l'intero "pacchetto pensioni", che riguarderà anche ricongiunzioni, lavori usuranti, precoci, no tax area e quattordicesime. E' quanto riferiscono fonti del Tesoro.

Nell'ultima riunione con i leader di Cgil, Cisl e Uil, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva promesso risorse rilevanti per gli aggiustamenti alla riforma Fornero. Secondo i sindacati, per finanziare i provvedimenti di cui si sta discutendo al tavolo di confronto, che riprenderà a settembre (il 6 sull'occupazione, il 7 sulle pensioni e il 12 incontro politico per definire il piano completo delle misure), servirebbero circa 2-2,5 miliardi.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, ha confermato che l'Ape sarà il fulcro del "pacchetto pensioni" e sarà approvato con un provvedimento ad hoc prima della manovra di bilancio. Questo strumento debutterà nel 2017 e si stima che solo per il prossimo anno la platea potenziale sarà di 350mila lavoratori (nel primo si cumulano i primi tre anni), 130mila l'anno successivo e 180mila nel 2020. Da questi, ha sottolineato Nannicini, bisognerà poi togliere quelli che utilizzeranno le nuove flessibilità concesse all'interno del sistema, in particolare per le ricongiunzioni e i lavoratori precoci e usuranti.

Nelle inenzioni del Governo, l'Ape sarà finanziato con un prestito erogato dalle banche e restituito in rate mensili per 20 anni. Il taglio sulla pensione determinato dalla rata del prestito sarà in parte alleggerita da detrazioni per le persone più in difficoltà. Per i dipendenti del settore privato e pubblico sarà possibile accedere alla pensione fino a 3 anni a 7 mesi prima rispetto al requisito anagrafico previsto per il trattamento di vecchiaia (nel 2017 sarà di 66 anni e 7 mesi per gli uomini di entrambi i settori e per le donne del pubblico; di 65 anni e 7 mesi per le donne del privato). Il piano dettagliato sarà conunque presentato ai sindacati negli incontri programamti a settembre.

Tra gli altri interventi ipotizzati ci sono inoltre il rafforzamento della defiscalizzazione sul salario di produttività con un'estensione della platea e un aumento del bonus, riconferma delle misure di decontribuzione per le nuove assunzioni, la prosecuzione del superammortamento degli investimenti effettuati dalle imprese. Queste misure andranno nella legge di stabilità.

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