mercoledì 22 febbraio | 17:42
pubblicato il 21/gen/2014 15:59

Pensioni: Dirstat, inattuabile tecnicamente e giuridicamente Pdl Meloni

(ASCA) - Roma, 21 gen 2014 - Il 27 gennaio la Camera affrontera' il dibattito sulla proposte di legge ''Meloni'' che sotto forma di mozione e' stata bocciata l'8 novembre dalla stessa Assemblea. La leader dei Fratelli d'Italia punta, con una legge retroattiva e quindi carente anche sotto il profilo della costituzionalita', a ricalcolare le vecchie pensioni retributive con il metodo contributivo. Lo scopo sarebbe quello di ridistribuire fra i pensionati meno abbienti le risorse reperite. L'iniziativa - denuncia la Dirstat, la federazione dei dirigenti della P.A. e delle imprese - ''appare non fattibile, sia tecnicamente che giuridicamente (violazioni dei diritti acquisiti). Tecnicamente, perche' gli Uffici/Enti/Aziende non hanno piu' le 'carte' (come ha dichiarato l'On.le Fassina), gia' Vice Ministro dell'Economia, cioe' gli uffici non hanno piu' l'ammontare dei contributi versati dai lavoratori 20, 30 o 40 anni fa.

Giuridicamente, in alcuni casi, sarebbero violati i diritti acquisiti, in quanto ci sarebbe un'appropriazione indebita degli stessi contributi pensionistici.

Cosa piu' grave: il metodo contributivo danneggerebbe proprio i pensionati che hanno versato contributi irrisori o che non hanno versato alcun contributo. Paradossalmente, ma giustamente, aumenterebbero le pensioni di coloro che si intendono colpire: infatti i contributi versati per 5, 10 e piu' anni in eccedenza a quelli versati per 40 anni di servizio, sarebbero cosi' valorizzati ai fini del calcolo e non 'sterilizzati' come e' successo finora. In un Paese ove l'evasione fiscale certificata dalla Corte dei Conti e' di circa 160 miliardi di euro su base annua e tale cifra e' destinata a salire a 390 miliardi di euro sempre annualmente parlando, sarebbe piu' opportuno dedicarsi seriamente a reperire risorse in questi settori, cosi' da avere in mano un mucchio di miliardi per risolvere globalmente i problemi del Paese. Ci rendiamo conto, purtroppo, - afferma in conclusione il segretario generale della Dirstat, Arcangelo D'Ambrosio - che e' piu' facile fare demagogia, drogando l'opinione pubblica e gli sprovveduti, al fine di raccattare voti basati sull'odio generazionale''.

red/rf

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