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pubblicato il 04/ago/2014 18:38

Pechino punta sull'Italia, shopping su Fiat e Telecom

(ASCA) - Roma, 4 ago 2014 - La Cina scommette sull'Italia. La conferma arriva dagli investimenti a nove zeri che Pechino sta effettuando nel Belpaese. Nel giro di una settimana quasi 3 miliardi di euro investiti. State Grid ha staccato un assegno da 2,1 miliardi di euro per Cdp Reti (la holding che controlla Snam e Terna) mentre People Bank of China ha acquistato partecipazioni intorno al 2% in Fiat, Telecom e Prysmian che vanno ad aggiungersi alle quote acquistate in Eni e Enel qualche mese fa. Anche per la banca cinese un totale di quasi 3 miliardi di euro investiti a Piazza Affari, nel giro di pochi mesi. Da un lato l'appeal rappresentato dai titoli italiani che mostrano un rapporto prezzo-utili conveniente rispetto ad altre piazze europee, dall'altro la conferma di un trend in atto da inizio anno di spostamento dei flussi di liquidita' dai mercati emergenti verso l'Europa e in particolare sulle economie dei paesi periferici. Limitando il campo ai soli principali investimenti in Italia, negli ultimi tre mesi da Pechino sono arrivati circa 5,3 miliardi di euro. Oltre a Cdp Reti e al portafoglio che sta mettendo in piedi People Bank of China, da ricordare l'operazione con la quale il Fondo Strategico Italiano, sempre espressione di Cdp, ha venduto il 40% di Ansaldo Energia per 400 milioni di euro a Shanghai Electric. Per People Bank of China ai valori attuali di Borsa, il principale asset in portafoglio e' il 2,1% di Eni che vale circa 1,4 miliardi di euro, circa 750 milioni di euro la partecipazione in Enel, 330 milioni quella in Telecom, circa 280 milioni la quota in Fiat e intorno ai 70 milioni il 2% in Prysmian. Nello shopping di Pechino in Italia anche l'acquisizione di Krizia all'inizio dell'anno e prima ancora gli Yacht della Ferretti. Gli investitori cinesi guardano con grande interesse alle griffe italiane e ampliano il portafoglio di investimenti nella penisola in controtendenza rispetto ai flussi in uscita da Pechino. Secondo i dati ufficiali del ministero del commercio estero cinese, nei primi 6 mesi dell'anno gli operatori cinesi hanno effettuato investimenti all'estero per 43 miliardi di dollari (circa 32 miliardi di euro), di cui il 75% in partecipazioni azionarie. Investimenti in 2.766 imprese di 146 paesi. Una somma in contrazione del 10,2% sullo stesso periodo dell'anno scorso. Considerando i flussi mensili si puo' ipotizzare che l'Italia pesi per oltre il 20% sugli investimenti azionari cinesi all'estero. did/dsk

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