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pubblicato il 11/mar/2014 12:00

Padoan: semplificare meccanismi Sistema unico risoluzione banche

Ministro critico durante dibattito Ecofin. "Guardare a crescita"

Padoan: semplificare meccanismi Sistema unico risoluzione banche

Bruxelles, 11 mar. (askanews) - Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha criticato, durante un dibattito pubblico al Consiglio Ecofin oggi a Bruxelles, due aspetti della proposta sul Sistema unico europeo di risoluzione per la gestione delle crisi bancarie, nel negoziato in corso da mesi fra gli Stati membri, la Commissione e l'Europarlamento, per completare il progetto di Unione bancaria europea. Padoan ha innanzitutto criticato la proposta di accelerare il processo di mutualizzazione dei fondi nazionali di risoluzione bancaria, prevista nel periodo provvisorio (i primi 10 anni) prima che entri pienamente a regime il sistema unico. L'ipotesi di un'accelerazione era stata prospettata sia dal presidente della Bce, Mario Draghi, che dal Parlamento europeo. Il ministro italiano ha appoggiato invece la posizione del collega olandese, e presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale, piuttosto che accorciare i tempi, sarebbe importante prevedere fin dall'inizio delle linee di credito per i fondi i risoluzione (prestiti dal Fondo salva-Stati Esm, ma la Germania è contraria, oppure una linea di credito specifica garantita dagli Stati membri). "Sono d'accordo con Jeroen, che dice che accelerare la mutualizzazione non risolverebbe il problema perché all'inizio le risorse sarebbero comunque limitate", ha detto Padoan, aggiungendo che il nuovo sistema "funzionerà se il settore bancario cambierà i suoi comportamenti". Il ministro italiano ha poi criticato "i meccanismi decisionali" previsti dalla proposta di Sistema di risoluzione unico, che, ha detto, "devono vertere verso una semplificazione delle procedure". Ci sono ancora "troppe complicazioni nel processo di governance e nelle procedure di voto", previsti dal progetto, ha insistito Padoan. Il ministro, infine, non ha rinunciato neanche in questo dibattito a ribadire il suo messaggio sulla necessità di cambiare discorso a livello Ue, spostando l'accento sulle politiche di crescita. "A questo punto - ha detto - forse è il momento in cui dobbiamo rivedere i principi di base del nostro esercizio, mettendo in prospettiva il fatto che Ue debba guardare di più alla crescita e al consolidamento dopo la grande crisi che ci ha colpito".

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