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pubblicato il 05/mag/2014 16:33

P.A.: Dirstat, si vuole porre in essere il 'precariato dirigenziale'

(ASCA) - Roma, 5 mag 2014 - ''Tra i tanti provvedimenti 'enfatici' che questo Governo ha in mente, si vorrebbe porre in essere una forma di 'precariato dirigenziale' il cui solo risultato sara' quello di far sprofondare la Pubblica Amministrazione ancora di piu' in un fondo valle remoto''. Lo afferma, in una nota, la Dirstat/Confedirstat, la federazione dei dirigenti della P.A. e delle imprese.

Nessun mass-media, prosegue la nota, ''ha evidenziato e suggerito al Governo che nella riforma della P.A. non si prevede nessun 'disboscamento' legislativo (in Italia esistono oltre 100.000 leggi e atti equiparati) o uno snellimento delle procedure atte a consentire ai dirigenti di operare con efficienza e trasparenza. Visto che occorre spiegare in termini elementari il problema, si evidenzia che, attualmente, il dirigente, per operare in questa giungla di leggi e leggine, mal scritte e contrastanti nei contenuti, ha solo due strade: la prima, consiste nell'applicare le numerosissime procedure legislative previste, accumulando ritardi, che spesso danneggiano l'utente: in questo caso il dirigente e' definito, da tutti, politici compresi, bene che vada, un 'dannato burocrate'; la seconda strada, quella invocata dai piu', e' che il dirigente 'salti' le procedure minuziosamente previste dalle leggi, accelerando 'motu proprio' la pratica e, in questo caso, nella maggior parte dei casi, e' ritenuto, bene che vada, un corrotto o un ingenuo''.

''Si aggiunge inoltre - conclude la nota - che il 'precariato della dirigenza', accentuera' soltanto lo spoil system, gia' condannato anche dai suoi padri, Bassanini compreso, e da tutte le fazioni politiche, quando si trovano all'opposizione. Tale nuova situazione consentira' una massiccia immissione nei ruoli dirigenziali della Pubblica Amministrazione di portaborse e familiari, cosi' come finora e' avvenuto, per fortuna in maniera non 'massificata' come si vorrebbe, trasformando in dirigenti non 'doc' e addirittura capi di dipartimenti personaggi, gia' assunti nelle carriere ausiliarie, senza titolo di studio e che spesso non ha partecipato nemmeno ad un concorso, quello di accesso nelle carriere ausiliarie di origine''.

red/mar

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