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pubblicato il 11/apr/2013 17:16

P.A.: CNA, con Dl maggiori costi per imprese e cittadini di 10 mld

(ASCA) - Roma, 11 apr - Il decreto sui debiti della P.A.

verso le imprese ''nasconde'' un ulteriore e gravoso appesantimento degli oneri amministrativi e burocratici sulle imprese e sui cittadini. A peggiorare le cose, si e' persa ancora una volta l'occasione per abrogare la norma che impone la corresponsabilita' dell'Iva e delle ritenute negli appalti e nei sub-appalti. Tutto questo significa, secondo uno studio della CNA (la Confederazione Nazionale Artigiani) che sono in arrivo per le imprese e i cittadini oneri fiscali e costi burocratici per 10 miliardi di euro.

La tendenza e' immutata. Si caricano sulle imprese e sui cittadini. sostiene l'associazione, gli oneri dei controlli fiscali, delle inefficienze delle amministrazioni locali, nonche' quelli derivanti da esigenze di contabilita' pubblica locale, per la gestione del ''federalismo fiscale''. In particolare, in materia di TARES, la conferma per il 2013 dell'aumento di 0,30 euro a mq vuol dire quasi 2 miliardi di euro di maggiori oneri. Sempre in materia di TARES, la decisione di lasciare ai singoli Comuni la facolta' di decidere il numero di rate con le quali il tributo debba essere pagato, unitamente alla possibilita', concreta, che i calcoli e la liquidazione del tributo debbano essere eseguiti direttamente dai contribuenti, rappresenta una scelta irresponsabile e fuori dai canoni della comprensibilita'.

Secondo le stime della CNA questa scelta addossa sui contribuenti piu' di 6 miliardi di euro di maggiori oneri. La disciplina della Tarsu ed anche della TIA1 o TIA2, sebbene onerosa, e' l'unico tributo che, fino ad ora, non ha mai addossato sui contribuenti la responsabilita' dei calcoli e del versamento. Per quanto riguarda l'IMU, vi e' un ulteriore appesantimento burocratico. In questo caso la pretesa e' di obbligare i contribuenti a fare due calcoli distinti per il versamento dell'IMU: prima in acconto e poi a saldo. Nella sostanza e' stata lasciata mano libera ai Comuni per modificare in corso d'anno le aliquote senza alcuna limitazione. In questo modo si raddoppiano gli oneri amministrativi a carico dei cittadini e delle imprese.

Tradotto in cifre, potrebbero arrivare sulle spalle dei contribuenti circa 1,2 miliardi di euro di maggiori oneri.

Inoltre, per la Cna, e' opportuno conteggiare nei costi complessivi che ricadono sul sistema paese (i cittadini e le imprese) prima di tutto la mancata abrogazione della norma che impone la corresponsabilita' dell'Iva e delle ritenute per appalti e sub-appalti. Tutto questo significa 1,296 miliardi di euro di oneri. Si aggiunga la conferma dell'addizionale TARES di 0,30 euro a mq che significa quasi 2 miliardi di euro. E ancora si aggiunga la liquidazione a carico dei contribuenti, prima dei tributi TARSU, TIA1 e TIA2, e poi il ricalcolo della TARES a saldo insieme al nuovo tributo addizionale che arriva ad oltre 6 miliardi di euro.

Infine non va dimenticato l'obbligo del doppio calcolo dell'IMU dovuta, prima in acconto e poi a saldo, che ammonta a oltre 1 miliardo e 200 milioni. Tirando le somme, si raggiunge la ragguardevole cifra di quasi 10 miliardi e 500 milioni di euro.

red/rf

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