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pubblicato il 21/ago/2014 13:00

*PA, Camusso: riforma Madia e' sbagliata, stessi errori della Brunetta

Per la leader della Cgil ci avviamo verso un autunno caldo.

(ASCA) - Roma, 21 ago 2014 - ''La riforma della pubblica amministrazione annunciata dal ministro Marianna Madia contiene gli stessi errori della Brunetta. E Matteo Renzi non e' cosi' coraggioso come sembra. Accusa il sindacato di frenare e dire sempre no, ma chi e' vittima delle lobby e dei poteri della conservazione e' proprio il governo''. Lo dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in un'intervista al settimanale ''l'Espresso'' domani in edicola e gia' online su Espresso+.

Sulla guerra annunciata alla burocrazia, firmata Madia, Camusso spiega: ''Penso che prosegua nella stessa filosofia e negli stessi errori. Dopo Bassanini, che andava verso la ''privatizzazione'' dei contratti, come indicava da tempo la Cgil, il primo passo indietro e' stato quello di Brunetta''.

E se le si ricorda che il governo, al contrario, parla proprio di una riforma che serva a ridurre il peso dei burocrati e ad aprire alla meritocrazia in ambito pubblico, Camusso replica: ''A parole. In realta' e' il contrario: e' come se si considerasse la pubblica amministrazione lo staff della politica, anziche' garantirle la terzieta'. La politica non distingue fra funzione di Stato e funzione di governo e questo porta a due effetti distorti: non c'e' vera responsabilita' di chi dirige, perche' non c'e' vera indipendenza; secondo, sono proprio i burocrati a contare di piu'. La Ragioneria dello Stato, spesso, decide piu' del governo''. Camusso aggiunge che potrebbe aprirsi un autunno caldo proprio sulla base di questa riforma: ''Non e' nelle nostre intenzioni ma, si', potrebbe essere. Siamo preoccupati, non vediamo le risposte necessarie a una domanda molto importante: che tipo di amministrazione vogliamo in Italia? Il progetto presentato dal governo non soddisfa e non intacca le troppe rendite di posizione in campo''. Sulle accuse al sindacato, considerato da Renzi una forza del ''no'', il segretario generale della Cgil aggiunge: ''Bubbole, il decreto legge del governo ha finito per salvare e preservare tutti quelli in grado di esercitare una lobby.

Cosi' si finisce solo per penalizzare i lavoratori. L'effetto e' paradossale: ci troviamo a licenziare precari nei settori strategici: centri per l'impiego e tribunali, cioe' lavoro e giustizia, le priorita' - a parole - del governo''. E continua: ''Questo governo ha meno coraggio di quel che dichiara. Sembra gli manchi proprio la volonta' di affrontare cio' che crea problemi veri alla politica, che non sono i lavoratori che difendono un contratto, ma ben altri nodi come la corruzione o l'evasione fiscale. Nodi su cui si sono costruite anche alcune formazioni politiche. I poteri forti che bloccano il cambiamento non sono i sindacati, ma la catena di distribuzione del reddito''. red/glr

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