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pubblicato il 30/ago/2014 16:26

Onlit: 'sblocca-Italia' e' una nuova legge obiettivo

Lungo elenco opere giustificato da una logica spartitoria (ASCA) - Roma, 30 ago 2014 - "La parte infrastrutturale del decreto Sblocca Italia si sta rivelando una legge obiettivo bis". E' quanto ha affermato Dario Balotta presidente dell'Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti. "Il lungo elenco delle opere - ha proseguito - e' giustificato piu' da una logica spartitoria che dalla necessita' delle stesse.

Lo schema e' sempre uguale, evitare analisi economiche indipendenti per poter erogare le (scarse) corriererisorse pubbliche a pioggia. Puntare sulle grandi opere che sostengono una industria tecnologicamente matura, chiusa alla concorrenza ma apertissima alla corruzione in questa fase, e' il contrario di cio' che dovrebbe fare un governo progressista di fronte alla crisi che stiamo attraversando. Prospettive di sviluppo occupazionale sono da ricercare nell'informatizzazione del settore, nell'innovazione della logistica e nella gestione aperta alla concorrenza di porti, aeroporti, e societa' di trasporto che somigliano piu' a grandi Aziende sanitarie locali che a imprese di servizi. A cosa serve l'Alta velocita' a Malpensa se Ethiad ha indicato per lo scalo della brughiera la funzione di trasporto cargo e' inspiegabile. Cosi come e' sorprendente che i collegamenti Alta velocita' con Malpensa, Fiumicino e Venezia per 3 miliardi di costi vengano dettati dalla compagnia emiratina". Secondo Balotta "andrebbero modificati le procedure di realizzazione delle opere per evitare di continuare a pagare l'alta velocita' ai costi piu' alti del mondo. E' sbagliato pensare contemporaneamente a tre valichi ferroviari per le merci (Brennero, Val Susa e Terzo Valico) quando il trasporto cargo su ferrovia e' ai minimi storici per motivi gestionali e non infrastrutturali. Rivedere il festival degli orrori di questa lunga lista di opere uscita dal Consiglio dei ministri e' una necessita'. Il previsto allungamento della concessioni autostradali e' in perfetta linea con questa logica. Affidare le nuove opere ai vecchi concessionari che rafforzano cosi' le loro rendite di posizione allargandogli l'area delle defiscalizzazioni in cambio del prolungamento automatico delle concessioni. Giusto il contrario della normativa europea e degli indirizzi dell'auntitrust italiana. Dopo la limitazione delle competenze manca la completa soppressione delle Soprintendenze per per accelerare la cantierizzazione delle opere e in un attimo ci ritroviamo nella fase caotica della urbanizzazione degli anni 60'".

Red/Gab

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