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pubblicato il 11/feb/2014 12:00

Ogm, colpo di scena in Consiglio Ue, rivolta contro Commissione

Maggioranza Stati membri contro autorizzazione mais Pioneer 1507

Ogm, colpo di scena in Consiglio Ue, rivolta contro Commissione

Bruxelles, 11 feb. (askanews) - Colpo di scena al Consiglio Affari generali dell'Ue, a Bruxelles: la maggioranza degli Stati membri si è opposta alla proposta della Commissione europea di autorizzare la coltivazione del mais Ogm Pioneer 1507, ed è anche riuscita a bloccare il tentativo del commissario europeo responsabile della sicurezza alimentare, il maltese Tonio Borg, di far passare come inevitabile l'approvazione, per pretese ragioni giuridiche e procedurali, nonostante il fatto che solo cinque paesi fossero favorevoli (Spagna, Regno Unito, Finlandia, Estonia e Svezia). Borg sosteneva di essere praticamente costretto ad approvare la coltivazione del mais Ogm, anche dopo un accesissimo dibattito di orientamento (non un voto formale, dunque) in cui 19 Stati membri, tra cui l'Italia, si erano detti contrari e quattro avevano espresso l'intenzione di astenersi (Germania, Belgio, Portogallo, Repubblica ceca). La procedura comunitaria di autorizzazione degli Ogm (detta "comitologia" o "comitatologia"), prevede infatti che la richiesta di via libera proposta dalla Commissione possa essere respinta solo se lo chiede la maggioranza qualificata degli Stati membri, secondo il meccanismo di voto ponderato usato in Consiglio Ue. In questo caso, praticamente, le astensioni valgono come voto contrario. Secondo la procedura in questione, se dopo il voto del Consiglio non c'è maggioranza qualificata né a favore né contro la proposta di autorizzazione, la Commissione è costretta ad approvare la propria proposta. Questo era, appunto quello che sosteneva Borg: pur prendendo atto della forte contrarietà della maggioranza dei ministri (non tuttavia sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata), il commissario sosteneva di non poter fare altrimenti. Ma, dopo una forte opposizione guidata da Ungheria, Francia, Lussemburgo e Italia, il servizio giuridico del Consiglio ha chiarito che, in realtà, fino al momento in cui non cominciano le operazioni formali di voto, la Commissione ha sempre la facoltà di emendare o ritirare la sua proposta. A questo punto, la presidenza di turno greca ha messo fine al dibattito, senza passare al voto formale, lasciando la patata bollente nelle mani di Borg e della Commissione. Starà all'Esecutivo comunitario, ora pendere la decisione se autorizzare o no il mais Ogm, senza poter scaricare la responsabilità sulle procedure.

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