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pubblicato il 18/mar/2014 12:00

Ocse: sul lavoro in Italia primi passi nella direzione giusta

Ma welfare paese impreparato a conseguenze della crisi

Ocse: sul lavoro in Italia primi passi nella direzione giusta

Roma, 18 mar. (askanews) - L'Ocse appoggia i primi passi su lavoro e fisco compiuti dal governo guidato da Matteo Renzi, ma avverte che in generale il Paese ha "urgente bisogno di riforme" per un sistema previdenziale impreparato ad affrontare le conseguenze della crisi. Aggiungendo che "la ripresa economica da sola non sarà sufficiente" a riparare i danni che ha causato. E c'è un crescente problema demografico. "Le recenti proposte di riforma del mercato del lavoro e l'estensione del sistema di previdenza sociale, attraverso sussidi di disoccupazione universali i e proposte per un più unificato sistema di supporto per i lavoratori con reddito minimo, rappresentano degli importanti passi nella buona direzione". E nella scheda sull'Italia contenuta nel rapporto annuale sullo stato sociale dei vari paesi (Society at a glance 2014), l'ente parigino rileva come a questo si affianca la proposta riduzione della pressione fiscale per i redditi medio bassi. Tuttavia, "il sistema di sostegno per i gruppi più svantaggiati in età lavorativa rimane debole in Italia e nel tempo sarà necessario analizzare nel suo complesso l'adeguatezza del sistema di previdenza sociale". In generale "l'Italia è entrata nella crisi finanziaria globale del 2008-09 con un sistema di previdenza sociale scarsamente preparato ad affrontare un forte aumento della disoccupazione, soprattutto di lungo periodo, e della povertà. Meno di 4 disoccupati su 10 ricevono un sussidio di disoccupazione e l'Italia, assieme alla Grecia, è uno dei due soli Paesi europei privi di un comprensivo sistema nazionale di sussidi rivolti ai gruppi a basso reddito". Secondo l'Ocse le famiglie relativamente più abbienti hanno maggior accesso ai benefici dal sistema di protezione sociale rispetto ad ogni altro Paese in Europa. "A causa della mancanza di un efficace sistema di previdenza sociale per le famiglie più svantaggiate, e a causa del supporto limitato per quanti cercano attivamente lavoro, vi sono crescenti rischi che le difficoltà economiche e le disuguaglianze diventino radicate nella società". "Con una diminuzione nei redditi del 12 per cento in totale tra il 2008 e il 2010, il 10 per cento più svantaggiato della popolazione ha subito perdite molto superiori rispetto al 10% più ricco, per il quale la perdita è stata pari al 2 per cento". (segue)

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