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pubblicato il 15/set/2016 17:34

Ocse "boccia" scuola italiana: tagli, docenti vecchi e boom neet

Spesa -14% da 2008 a 2013, è al 4% del Pil contro media del 5,2%

Ocse "boccia" scuola italiana: tagli, docenti vecchi e boom neet

Roma, 15 set. (askanews) - Bilancio sconfortante dall'Ocse sull'evoluzione dell'istruzione in Italia nell'ultimo quindicennio. Nella scheda sulla penisola, inserita nel rapporto annuale su questo aspetto chiave dello sviluppo, l'ente parigino rileva innanzitutto come la spesa pubblica italiana dedicata all'istruzione si sia contratta del 14% tra il 2008 e il 2013.

E questo non corrisponde solo una riduzione della spesa pubblica complessiva in termini reali, puntualizza l'Ocse, ma anche un cambiamento nella distribuzione della spesa pubblica tra le diverse priorità pubbliche: per altri servizi pubblici la contrazione della spesa è stata inferiore al 2%. Nel 2013, si legge, la spesa totale per l'istruzione dal livello primario a quello terziario è stata pari al 4% del Pil, rispetto alla media Ocse del 5,2%.

Intanto "il corpo insegnante è il più anziano rispetto a tutti i Paesi dell'Ocse - prosegue lo studio - e registra una delle quote più basse d'insegnanti di sesso maschile. Dai sei ai sette insegnanti su dieci sono ultracinquantenni, mentre otto insegnanti su dieci sono di sesso femminile".

Contemporaneamente, nel corso degli ultimi dieci anni la proporzione dei giovani 20-24enni che non lavorano, che non studiano o che non seguono un percorso di formazione (i cosiddetti Neet) è aumentata di 10 punti percentuali in Italia, un aumento superiore rispetto a qualsiasi altro Paese Ocse.

Nel 2014, in Italia gli iscritti ai programmi d'istruzione terziaria di ciclo breve a indirizzo professionalizzante, nonché a quelli a tempo parziale, rappresentavano ancora una proporzione trascurabile del totale di studenti dell'istruzione terziaria. Aumentare la disponibilità di tali opzioni di studio potrebbe essere utile per attrarre diversi tipi di studenti verso l'istruzione terziaria.

L'unico aspetto positivo evidenziato nel sommario dall'Organizzazione è che la maggior parte degli studenti della scuola secondaria superiore risulta iscritta a percorsi di istruzione tecnica e professionale. "Preparano gli studenti a entrare nel mercato del lavoro, ma offrono anche l'opportunità di proseguire gli studi a un livello superiore".

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