venerdì 24 febbraio | 21:10
pubblicato il 01/mar/2016 17:09

Mutui, è dal 1993 che si può perdere la casa con 7 rate non pagate

La norma introdotta con il Testo unico bancario

Mutui, è dal 1993 che si può perdere la casa con 7 rate non pagate

Roma, 1 mar. (askanews) - "La banca può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata". Non è l'ennesima novità in arrivo con il recepimento di una direttiva europea. Si tratta, invece, dell'articolo 40 comma 2 del testo unico bancario (Tub) in vigore dal lontano 1993.

La discussione in Parlamento per il recepimento della direttiva europea (Mcd) sui contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali ha innescato una nuova polemica, dopo quella ancora in corso sul bail-in, sui rapporti tra banche e cittadini. Le novità che sono introdotte dalla direttiva europea in realtà riguardano soltanto le procedure per l'escussione dell'ipoteca con l'obiettivo di ridurre i tempi e snellire le pratiche nei casi di debitori inadempienti.

La definizione di ritardato o mancato pagamento non cambia rispetto a quanto disposto all'inizio degli anni '90 dal legislatore italiano. E non cambiano nemmeno i criteri per i quali la banca può invocare la risoluzione del contratto. C'è una discreta giurisprudenza in base alla quale l'articolo 40 del Testo unico bancario "non preclude alla banca di dichiarare la decandenza" del contratto di mutuo "a fronte del mancato pagamento anche di una sola rata".

La grande novità con il recepimento della direttiva è che non ci sarà più il giudice a vendere la casa attraverso l'asta immobiliare. A tutela del cliente tuttavia il provvedimento prevede che la banca "non può imporre al consumatore oneri, derivanti dall'inadempimento, superiori a quelli necessari a compensare i costi sostenuti a causa dell'inadempimento stesso".

Banca e cliente inoltre possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l'estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all'eccedenza.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia, Ball: accordo con sindacati condizione imprescindibile
Banche
Rbs, in nove anni 60 mld di perdite e 45 mld di aiuti di Stato
Mediaset
Mediaset a Vivendi: esposto alla Procura fondato e documentato
Mediaset
Mediaset, Vivendi: esposto infondato dei Berlusconi
Altre sezioni
Salute e Benessere
Fibrosi polmonare idiopatica, al Gemelli seminario internazionale
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Ricerca Gfk: l'identikit dei nuovi consumatori al supermercato
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Progetto Life-Nereide: asfalto silenzioso da materiale riciclato
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Esa, Vega: nel 2018 opportunità di volo per minisatelliti multipli
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech