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pubblicato il 13/giu/2013 15:24

Mps: Valentini chiede pit stop su 4%. Cruna dell'ago e' stretta (punto)

(ASCA) - Roma, 13 giu - Non sono passati nemmeno 4 giorni dall'insediamento del nuovo sindaco di Siena, Bruno Valentini e il nuovo primo cittadino si trova subito ad affrontare un ''hot issue''. Il tema caldo e' la rimozione del limite del 4% all'esercizio di voto degli azionisti Mps, tetto da cui e' esclusa la Fondazione Mps, titolare del 33,6%, che peraltro deve comunque sterilizzare una parte dei diritti di voto nel caso, in assemblea, si trovi a possedere la maggioranza del capitale presente. Oggi il Cda di Mps chiamato ad approvare il piano di ristrutturazione della banca da sottoporre a Bruxelles per il via libera definitivo ai Monti-Bond, potrebbe avere all'ordine del giorno anche la convocazione dell'assemblea straordinaria dela banca per rimuovere il tetto del 4%, come richiesto da Bankitalia e Ue. Valentini ha chieso al Cda della banca di astenersi, nella riunione odierna, dal procedere alla rimozione del tetto.Tre le argomentazioni del numero uno di Palazzo Pubblico.

La prima relativa allo scenario macroeconomico dove la crisi economica e finanziaria del paese rende difficile trovare nuovi soci per la banca senese, ''allora non ha senso insistere adesso sulla rimodulazione del limite al 4% della partecipazione azionaria''.

La seconda motivazione riguarda l'imminente rinnovo degli organi statutari della Fondazione Mps, ''credo pertanto opportuno che Banca MPS si astenga da richiedere variazioni al proprio statuto finche' non saranno stati rinnovati gli organismi dirigenti del suo principale azionista, che riceveranno un nuovo mandato dopo le tempeste degli ultimi anni. Si tratta di aspettare fino ai primi di agosto'', spiega il numero uno di Palazzo Pubblico.

La terza motivazione richiama la situazione di Unicredit, qui il Gruppo bancario di Piazza Cordusio, ricorda Valentini, ''ha modificato solo nel maggio 2013 il proprio statuto, lasciando comunque una soglia massima di partecipazione del 5% per qualsiasi socio''.

In questo caso, pero', il limite del 5% si applica a tutti i soci, mentre a Rocca Salimbeni il tetto del 4% si applica a tutti i soci meno uno: la Fondazione Mps. Nel Monte dunque non ricorre, come nel caso di Unicredit, una simmetria di trattamento tra tutti gli azionisti.

La cruna dell'ago e' stretta. Infatti, nel decreto del governo che ha dato il via libera al prestito di Stato da 4 miliardi (Monti-bond) e' previsto che, nel caso Via XX Settembre diventi azionista del Monte, il Tesoro eserciti il diritto di voto per tutte le azioni possedute, in deroga quindi all'attuale limite del 4%. Le Normativa Ue in tema di salvataggi bancari lascia spazio ai governi anche di sottoscrivere azioni senza diritto di voto ma con una importante clausola che non appare applicabile al Monte. Il punto 11 della normativa europea stabilisce che ''se gli Stati membri sottoscrivono azioni senza diritto di voto puo' essere necessario uno sconto piu' elevato, la cui entita' corrisponda alla differenza di prezzo tra azioni con diritto di voto e azioni senza diritto di voto nell'ambito di condizioni di mercato vigenti''. Norma sostanzialmente inapplicabile nel caso di Mps, perche' tutte le azioni ordinarie della banca hanno il diritto di voto, limitato dallo statuto, ma questo limite, proprio perche' non insito nella natura giudirica delle azioni stesse, non determina alcuna differenza di prezzo tra le azioni Mps. Le uniche azioni Mps senza diritto di voto sono le risparmio, tutte in mano alla Fondazione, non liquide e nemmeno quotate. Dunque inutilizzabili.

Infine, le azioni ordinarie Mps eventualmente sottoscritte dal Tesoro, in caso di mancato pagamento degli interessi sui Monti-Bond da parte del Monte, proprio perche' in deroga al limite del 4%, determinerebbero una situazione nella quale ci sarebbero, non piu' uno, ma bensi' due azionisti ''privilegiati'': la Fondazione Mps e il Tesoro. Un ''segmentazione dei diritti'' tra gli azionisti difficilmente compatibile con le norme Ue.

Vedremo stasera se il Cda sia nella posizione di poter accogliere, ma non conta solo Siena, il pit stop chiesto da Valentini.

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