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pubblicato il 18/apr/2014 18:28

Mps: rafforzamento patrimonio sale a 5 mld. Fondazione aspetta dettagli

Mps: rafforzamento patrimonio sale a 5 mld. Fondazione aspetta dettagli

(ASCA) - Siena, 18 apr 2014 - Mps ufficialmente alza l'asticella del rafforzamento patrimoniale confermando le indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi. L'odierno Cda della Banca, durato circa due ore, ha approvato la ricapitalizzazione della banca per 5 miliardi di euro. L'assemblea straordinaria chiamata a deliberare sulla proposta del Cda e' stata convocata per il 20 maggio in prima, il 21 e 22 di maggio in seconda e terza convocazione '''Pensiamo di avviare l'operazione a meta' giugno per concluderla a meta' luglio'', ha spiegato l'Ad di Mps, Fabrizio Viola, intervistato da SkyTg24. Sembra arrivata a conclusione la ''saga'' del rafforzamento patrimoniale della Banca dove, lo Stato, attraverso i Monti-Bond ha svolto un ruolo di supplenza prestando al Monte, a titolo oneroso, 4 miliardi di patrimonio. Proprio l'aumento di capitale necessario alla banca e' salito nel tempo, prima 1 miliardo, come deliberato nel 2012, poi 3 miliardi come richiesto dalla Commissione europea a fine 2013, per arrivare oggi, anche in considerazione dei prossimi test della Bce sulla qualita' degli attivi delle banche dell'Eurozona, a quota 5 miliardi.

Sul crescendo rossiniano delle necessita' patrimoniali non e' stato estraneo il progressivo deterioramento, piu' del previsto, della dinamica ciclica che ha impattato, per l'intero sistema bancario tricolore, sul portafoglio prestiti. Nel caso di Mps: crediti deteriorati per 20,9 mld al 31/12/2013 di questi 8,9 ml di sofferenze (con grado di copertura salito al 41.8%), sofferenze 8,9 miliardi (con grado di copertura al 58,8%), incagli 7,5 mld (copertura al 20,4%), ristrutturati 1,7 mld, esposizioni scadute 2,9 mld.

Poi 110 miliardi di impieghi in bonis su un totale di crediti pari a 131 mld, in calo di 11 miliardi rispetto alla fine del 2012, effetto del deleveraging. Con l'aumento di capitale, la Banca intende rimborsare 3 miliardi di Monti e lasciarsi altri 2 miliardi come buffer di patrimonio, risorse in grado anche di accelerare, secondo l'Ad Viola, l'execution dal Piano industriale.

Nel complesso, spiega il comunicato del Monte, il patrimonio di migliore qualita' (CET1) salira' all'11,3% considerando il pieno impatto delle regole internazionali di Basilea 3 sul capitale bancario. L'asticella piu' alta sterilizza probabilmente la ristrutturazione di Chianti Classico, i cui effetti sono stati contabilizzati nel bilancio 2013. La Banca ha infatti posto fine alla tribolata operazione di valorizzazione degli immobili strumentali (683) della banca venduti nel 2009 e ripresi in affitto. Un giro di valzer che nel bilancio 2010 aveva assicurato una plusvalenza di 405 milioni e, dall'ultima parte del 2011, un rafforzamento del patrimonio di prima qualita'.

La decisione di Mps di ritornare azionista unico di Perimetro, uno dei veicoli, insieme a Casaforte, utilizzati per la cartolarizzazione delle vendita degli immobili ha liberato la banca da onerosi obblighi con benefici sul conto economico di 40 milioni, crescente negli anni. Nello stesso tempo la ristrutturazione ha fatto aumentare l'attivo ponderato per il rischio facendo scendere il patrimonio di prima qualita' di circa 45-55 punti base. Un gap patrimoniale, aveva spiegato la banca, recuperabile in 8-10 anni. Con l'aumento della ricapitalizzazione da 3 a 5 miliardi anche questo gap verrebbe colmato prima del previsto Il maggior sforzo economico richiesto ai soci, oltre ai fondi di BlackRock primi azionisti di Mps, interessa anche la Fondazione Mps titolare del 2,5% del capitale della Banca, quota sindacata in un Patto con Fintech Advisory Inc (4,5%) e BTG Pactual Europe (2%). In totale un 9% con cui il Patto spera, al momento del rinnovo del Cda della Banca (2015) di poter essere la lista piu' votata in modo da indicare il Presidente e l'Ad della Banca. Gli aderenti al Patto si erano gia' impegnati a sottoscrivere pro-quota l'aumento di capitale da 3 miliardi in modo, con una spesa di circa 270 milioni, di restare post-aumento al 9% del capitale del Monte. Se vorranno mantenere le posizioni ora dovranno sborsare 450 milioni. Gli occhi sono soprattutto puntati sulla Fondazione, il cui impegno salirebbe da 75 a 125 milioni, fonti vicine a Palazzo Sansedoni hanno osservato che c'e' la disponibilita' a valutare l'operazione non appena saranno noti i dettagli.

Lo sforzo finanziario sembra ampiamente sostenibile per la Fondazione, sia dal lato delle disponibilita' liquide, tra i 400-500 milioni, sia sotto il profilo della distribuzione del rischio, al momento circa il 10% del patrimonio e' concentrato sulla banca, prima si e' viaggiato fino a punte del 90%. Bastera' per mantenere il cuore del Monte a Siena anche alla luce della pattuglia di investitori esteri che oggi hanno quote di partecipazione nella banca'? ''Lo ho gia' detto piu' volte, l'azionariato non deve necessariamente influenzare il posizionamento della banca. E da questo punto di vista, la banca, che ha un importante presenza a Siena, puo' continuare ad operare con le strutture che ha'', ha detto Viola a TgSky24. Diverso il discorso sugli assetti proprietari, con la Fondazione scesa in 13 anni da oltre il 70% al 2,5%, l'unica cosa certa e' che la banca senese non appartiene a piu' a Siena.

men/cam/alf

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