martedì 21 febbraio | 15:31
pubblicato il 05/set/2014 16:03

Mps: per Fondazione dossier piu' caldo e' maxi-debito Sansedoni (punto)

(ASCA) - Roma, 5 set 2014 - Nella riunione di oggi, la Deputazione Amministratrice della Fondazione Mps, guidata da Marcello Clarich, avviera' l'esame di alcuni dossier sulle partecipate strategiche dell'ente senese.

Il ''big issue'' e' la Sansedoni. Societa' immobiliare posseduta al 67%, nata da uno spin-off di immobili non strumentali di Mps (ancora azionista al 21,8%, poi Unieco al 11,2%), conferita alla Fondazione nel lontano 1999 senza debiti e con 200 milioni di immobili a valore di libro.

Da allora molta acqua sotto i ponti. La Societa', al momento della redazione del bilancio 2013 della controllante non aveva ancora approvato i conti 2013, per salvarsi punta a qualche procedura pre-concorsuale per le aziende in crisi. Nel 2010 era stata perfezionata l'uscita dalla Sansedoni del Gruppo Toti, costata 49 milioni a valore di libro con la cessione del ghiotto boccone rappresentato da Sviluppo e Interventi Edili piu' 25 milioni in contanti. Poi 2011 in rosso per 18 milioni, stessa musica nel 2012 questa volta a -40 milioni.

Il trend del patrimonio netto e' in costante declino: dai 267 milioni del 2007 ai 135 milioni del 2012, ora potrebbe essere sensibilmente piu' basso. Infatti, nel bilancio 2013 della Fondazione Mps, Sansedoni e' valutata, con il metodo del patrimonio netto, per 35 milioni, ma e' scritto che avrebbe comunque chiuso il 2013 in rosso mentre le perdite latenti ammontavano a 77 milioni. Flussi di cassa sempre piu' ridotti sui cui pesa anche la crisi del settore immobiliare. Sui debiti si tira avanti di moratoria in moratoria. Lo scorso 30 giugno e' scaduta quella concessa da Mps su 106,5 milioni di euro in capo alla stessa Sansedoni e su 109,3 milioni di euro in capo alla controllata al 100% Investimenti e Sviluppo Immobiliari. Poi il capitolo Siena Biotech, la societa' di ricerca in biotecnologie avviata oltre un decennio fa con locali in affitto e qualche decina di ricercatori. E' poi cresciuta fino a circa 150 dipendenti, oggi quelli a tempo determinato sono caduti come birilli, sono rimasti in una settantina, molti in cassa integrazione, non a rotazione, e sono partite le prime lettere di licenziamento. Tra le manie di grandezza la nuova sede di Siena Biotech ceduta proprio dalla Sansedoni, il 29 novembre del 2010, al prezzo di 24,5 milioni e gravata di un mutuo da 18 milioni. Operazione infragruppo con cui la Sansedoni realizzo' una plusvalenza lorda di 1,9 milioni, chiudendo il bilancio 2010 in utile di 1 milione, l'ultimo in nero.

Nel 2013 Siena Biotech ha ricevuto dalla Fondazione 10,3 milioni. C'e' infine il capitolo dell'Accademia Chigiana finanziata lo scorso anno con 1 milione di euro. Al contrario delle altre due partecipate si tratta di una istituzione di prestigio mondiale. Negli anni ha formato importanti musicisti, cantanti e direttori d'orchestra. Peraltro e' cresciuta e diventata famosa quando la Fondazione nemmeno esisteva.

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