martedì 28 febbraio | 13:38
pubblicato il 28/dic/2013 17:30

Mps: passa linea della Fondazione, Profumo medita dimissioni

Mps: passa linea della Fondazione, Profumo medita dimissioni

(ASCA) - Siena, 28 dic - Lo scontro Banca-Fondazione finisce con la vittoria di Palazzo Sansedoni: l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro, finalizzato al rimborso di 3 dei 4 miliardi di prestiti pubblici (Monti bond), si fara' non prima del 12 maggio.

Cosi' ha deciso l'assemblea degli azionisti della Banca Monte dei Paschi di Siena sposando la tesi della Fondazione Mps e bocciando quella del Cda della Banca che voleva avviare, forte della costituzione di un consorzio di garanzia composto da 16 banche che scade a fine gennaio, l'operazione proprio a gennaio.

I numeri hanno dato ragione alla presidente della Fondazione, Antonella Mansi: la sua proposta e' passata con l'82% di voti favorevoli, bocciata, con il 69% dei voti, la proposta del Cda guidato da Alessandro Profumo, che ora potrebbe lasciare.

Nel suo intervento in assemblea, molto applaudito dai piccoli azionisti, la numero uno di Palazzo Sansedoni ha spiegato le ragioni del no alla proposta del Cda che ''comporterebbe di fatto l'azzeramento del valore della propria partecipazione e conseguentemente del patrimonio, non potete chiederci di fare crollare proprio non l'edificio che ci e' stato affidato dalla legge''. Al termine dei lavori la Mansi minimizza (''Non ci sono ne' vincitori ne' sconfitti''), affermando la convinzione ''che con oggi l'elemento di incertezza legato all'aumento di capitale sia risolto, l'aumento di capitale si fara'''. E la Fondazione (che con tutta probabilita' ha visto oggi la sua ultima assemblea da azionista di riferimento) avra' a disposizione piu' tempo per cedere parte rilevante della sua quota per eliminare o ridurre il debito da 340 milioni: ''Abbiamo davanti - ha detto la Mansi - una sfida molto importante. Il lavoro in Fondazione se possibile sara' ancora piu' intenso nei prossimi mesi, ma lo affronteremo con un po' piu' di serenita'''.

Se la numero uno della Fondazione mostra 'fair play' nei confronti di Profumo, questi, in conferenza stampa, usa toni ben diversi: ''Mi interessa poco da dove arrivano i tre miliardi, l'importante e' che arrivino e che la banca sia gestita bene, altrimenti sparira' da Siena''. Il manager potrebbe decidere, a questo punto di lasciare, anche se la decisione e' rinviata a gennaio: ''Sono decisioni - ha detto rispondendo a un socio in assemblea - che si assumono a sangue freddo e nei posti deputati. In merito non ho nessuna comunicazione. Avremo un CdA nel mese di gennaio e valuteremo cosa fare''. Da parte sua la Mansi ribadisce che ''dal nostro punto di vista non c'e' stata mai alcun tipo di sfiducia nei confronti del management, anche e soprattutto alla luce dei risultati di oggi''.

afe-men/uda

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