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pubblicato il 12/set/2013 15:40

Mps: Monaci, no public company. Fondazione sia socio riferimento

(ASCA) - Firenze, 12 set - ''Oggi la Fondazione MPS ha un Presidente nuovo con le competenze e le capacita' per riprendere la difficile e lunga strada dello sviluppo.

Tentare di trasformare Banca MPS in una public company, come proposto da Valentini, oggi significherebbe continuare a promettere risultati non conseguibili e percorrere strade che avrebbero come solo risultato certo quello di riuscire ad annientare la Fondazione MPS, riconoscendole lo stesso ruolo di uno dei tanti infinitesimali soci di una societa' ad azionariato diffuso''.

Lo afferma Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale della Toscana, a proposito delle recenti dichiarazioni del sindaco di Siena Bruno Valentini a proposito un un aziinariato diffuso per il Monte.

''Mi sorprendono e preoccupano - afferma Monaci - le parole del Sindaco di Siena, che prima dichiara di non volersi occupare della gestione della banca e poi da' una ricetta ''rodomontesca'' per il Monte dei Paschi. Mi sembra lo stesso metodo di coloro che dichiarano di voler cambiare tutto per poi lasciare tutto com'e'''.

''Questo - continua Monaci - vorrebbe anche dire far pagare completamente ai dipendenti gli errori del management di Banca MPS, spalancando le porte a una drastica riduzione del personale, come significherebbe lasciare la gestione della Banca in mano a managers che vengono da fuori il Monte dei Paschi senza che ne' i ''mercati'' ne' la Fondazione possano concretamente (e non in teoria) esercitare poteri di indirizzo e controllo sul loro operato. Sarebbe un errore grave - sottolinea il Presidente del Consiglio Regionale - ridurre il ruolo della Fondazione MPS ad un banale detentore di un misero pacchetto azionario in Banca MPS senza alcun ruolo di indirizzo e controllo, come avviene nelle societa' a azionariato diffuso che per loro natura si ''governano'' contando sull'efficienza dei mercati dei capitali (le Borse) per la valorizzazione/conferma/sostituzione dei Manager che le gestiscono. E qui dico: ma siamo sicuri che il nostro mercato sia cosi' maturo, efficiente e, soprattutto, trasparente da potergli affidare la scelta di come ''governare'' il difficile rilancio del terzo gruppo bancario italiano, dalla cui salute dipendono le sorti di molte famiglie, la salute del nostro territorio, cittadino e regionale nonche'- lasciatemi dire - la stabilita' dell'intero sistema finanziario italiano?''.

afe/cam

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