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pubblicato il 24/dic/2013 10:42

Mps: il 27 duello Mansi-Profumo. Valentini, ''pacem in terris''

Mps: il 27 duello Mansi-Profumo. Valentini, ''pacem in terris''

(ASCA) - Roma, 24 dic - Occhi puntati sul 27 dicembre. A Siena andra' in onda, sempre che si raggiunga il quorum in prima convocazione, l'assemblea del Monte dei Paschi di Siena chiamata a deliberare sulla controversa tempistica aumento di capitale da 3 miliardi. I soldi servono per rimborsare parte dei prestiti pubblici (4 miliardi di Monti-Bond) che costano 350 milioni di interessi all'anno e affossano reddivita' della banca.

Se mancasse il numero sufficiente di azioni per dichiarare valida l'assemblea, si scivolera' a sabato 28 o, al massimo, a lunedi' 30. La vicenda Monte si guadagna un certo spazio nelle pagine economiche dei quotidiani. Ieri il titolo ha chiuso a 0,1768 euro incamerando, in poche sedute, un rialzo di quasi il 30% dopo aver segnato il nuovo minimo storico a 0,1530. Sulle ragioni di questo robusto recupero abbondano le spiegazioni.

Per il quotidiano La Repubblica, il rally del titolo e' favorito dall'approssimarsi di un accordo sulla vendita delle azioni Mps in mano alla Fondazione Mps ad altre Fondazioni bancarie, tra le quali Cariplo e Cariverona in testa a cui si potrebbero affiancare degli investitori esteri.

Uno scenario che, se dovesse concretizzarsi nei prossimi giorni, potrebbe rendere praticabile l'aumento di capitale a gennaio, come vuole il Cda della banca, invece che a fine maggio, come richiesto dalla Fondazione. Palazzo Sansedoni ha chiesto tempo per dismettere i titoli Mps, non vuole svendere, spera di spuntare il miglior prezzo possibile per massimizzare l'incasso da destinare alla riduzione o cancellazione di un debito di 340 milioni, che costa oltre 20 milioni di interessi all'anno. Quello degli interessi da pagare sui debiti e' un punto della vicenda che accomuna Fondazione e Banca: entrambe si trovano in una situazione di sostanziale incapienza, cioe' non hanno sufficienti capacita' reddituali per far fronte al servizio del debito. La Banca paga gli interessi sui Monti-bond con altri Monti-Bond, cioe' con nuovo debito, la Fondazione, in mancanza di redditi, paga gli interessi vendendo un po' di argenteria.

Sul robusto rimbalzo delle azioni Mps, diametralmente opposta l'analisi del Corriere della Sera. Per il quotidiano milanese il rialzo dei titoli Mps sarebbe stato alimentato dalle ricoperture tecniche dei fondi speculativi. Questi ultimi, dopo aver venduto allo scoperto le azioni della banca senese in vista dell'aumento di capitale di gennaio, hanno compreso che l'accordo con le altre Fondazioni, peraltro smentito anche da Palazzo Sansedoni, e' sfumato e dunque la ricapitalizzazione slittera' a maggio. Cosi' hanno ricomprato le azioni Mps che, senza possederle, avevano venduto. D'altra il prestito titoli costa e le strategie ribassiste divengono molto onerose se le azioni smettono di scendere.

Il duello tra la presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, e il presidente della banca, Alessandro Profumo, su fronti opposti riguardo la tempistica della ricapitalizzazione dovrebbe avere un esito scontato. Palazzo Sansedoni, forte del 33,5% dei diritti di voto ha i numeri per bocciare la tempistica raccomandata da Profumo che, a detta del presidente della banca, tutelava tutti gli azionisti. Dunque Profumo, nel caso la sua proposta venga bocciata, proprio come massimo rappresentante di tutti i soci potrebbe perfino dimettersi. Si aprirebbe uno scenario ancora piu' drammatico? Difficile a dirsi. Come noto, gli uomini passano e le istituzioni rimangono.

Il Monte e' li' dal 1472. La Chiesa, li' da molto piu' tempo, ha proseguito la sua opera anche dopo le dimissioni di Celestino V, e quelle ancor piu' recenti di Benedetto XVI.

Proprio nello spirito della ''pacem in terris'' e' arrivato l'appello ecumenico del sindaco di Siena, Bruno Valentini, per una ricomposizione della frattura tra Banca e Fondazione.

Al 27, 28 o 30 dicembre, le tre date utili per l'assemblea, manca poco e, molti osservatori, non escludono una soluzione ''last minute'', quindi ''low cost'', che salvi capra e cavoli: accogliendo da una parte le necessita' della Fondazione ma evitando, al tempo stesso, le dimissioni del Presidente della banca. Da non sottovalutare la proposta della Confindustria di Siena di un rinvio dell'assemblea per consentire ai contendenti di trovare un accordo. Gli industriali senesi hanno chiesto anche l'intervento nel capitale della banca da parte della Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo strategico italiano. Qui, al momento, gli ostacoli appaiono insormontabili.

Il Fondo della Cdp non investe in aziende in perdita, il suo Statuto prevede interventi solo nel capitale delle imprese che presentano un ''equilibrio economico-finanziario e patrimoniale'', proprio quello che manca a Mps.

men/mau

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