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pubblicato il 29/apr/2013 21:49

Mps: Gip, non profilabili ipotesi reati usura e truffa

Mps: Gip, non profilabili ipotesi reati usura e truffa

(ASCA) - Siena, 29 apr - Nell'operazione di ristrutturazione di Alexandria, per il Gip di Siena Ugo Bellini, appare evidente che ''allo stato non siano profilabili'' i reati di usura e di truffa aggravate, ipotizzati dai Pm.

E' quanto si legge nel provvedimento con cui il giudice non ha confermato il decreto di sequestro emesso dai Pm di Siena Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso nei confronti di banca Nomura (per 1,8 mld), Giuseppe Mussari (2,3 mln), Antonio vigni (9,9 mln) e Gianluca Baldassarri (2,2 mln). Bellini ritiene ''carente'' il ''fumus dell'elemento materiale del reato di usura in concreto'' per l'operazione di ristrutturazione di Alexandria. Infatti, secondo il giudice, ''le ragioni dell'operazione Nomura non paiono immediatamente riconducibili a una difficolta' economica o finanziaria di Mps'' ma l'intervento dell'area finanza ''trae origine'' dalla ''necessita' di evitare di riportare a bilancio una perdita connessa a una azzardata operazione'', cioe' la nascita di Alexandria nel 2005. Tra l'altro, per il giudice, ''manca qualsiasi elemento obiettivo per ritenere come indebiti e sproporzionati i vantaggi economici derivati a Nomura''.

Per quanto riguarda la presunta truffa ai danni di Mps, per il giudice ''appare evidente'' che ''i silenzi e le reticenze provenienti dall'area finanza, le false informazioni e la mancanza di risposte adeguate nei confronti degli organi di vigilanza esterni all'istituto da parte dei vertici di Mps non erano volte a condizionare gli organi interni dell'istituto'' bensi' a ''evitare che l'operazione potesse non avere l'avallo della Banca d'Italia''. E' invece ''evidente - scrive il giudice - che tutte le altre componenti e aree della banca interessate alla complessa operazione vennero chiamate direttamente o indirettamente a partecipare'' tanto che ''ciascuno di essi segnalo' la propria contrarieta' all'operazione''.

I reati di usura e truffa erano ipotizzati dai Pm a carico di Mussari, Vigni, Baldassarri e di Sadeq Sayeed e Raffaele Ricci di Nomura. Per il giudice, inoltre ''difettavano'' anche ''i presupposti di urgenza e indifferibilita' per procedere alla esecuzione dei provvedimenti di sequestro''.

afe/mau/alf

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