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pubblicato il 07/ago/2013 17:16

Mps: Fondazione, vertici avevano sempre rassicurato su situazione banca

(ASCA) - Roma, 7 ago - I vertici della banca Mps, il presidente Giuseppe Mussari e il Dg Antonio Vigni, nel loro rapporto con la Fondazione Mps (azionista di maggioranza di Mps, fino a primavera 2012) hanno escluso, fino alla primavera del 2011 che la banca avesse bisogno di un nuovo aumento di capitale.

E' quanto emerge dal Documento di fine mandato 2009-2013, visionato dall'Asca, redatto dalla Deputazione Generale della Fondazione Mps.

Il documento e' stato approvato dalla Deputazione Generale con 14 voti favorevoli, uno contrario espresso dal rappresentante indicato dall'Arcidiocesi di Siena, assente 1 deputato.

Di particolare interesse l'analisi sul biennio 2009-2011, quando la Deputazione ricorda come, negli incontri tra Fondazione e vertici della banca, Vigni e Mussari fornissero ''indicazioni rassicuranti'' sulla banca ''negando la necessita' di ricorrere ad aumenti di capitale, e anzi asserendo come le ben diverse notizie di stampa apparissero manovre di competitors privi di scrupoli''.

Anche nel dicembre 2010, in occasione dell'ennesimo incontro tra Fondazione e e vertici della banca, hanno continuato a negare la necessita' di un aumento di capitale, ''per poi annunciarlo nell'aprile del 2011''. Mentre, ricorda il documento, la Banca di Italia aveva convocato i vertici di Mps gia' nel marzo e nell'agosto 2010 per chiedere un rafforzamento patrimoniale. Incontri sul cui contenuto, da quanto emerge nel documento, la Fondazione era stata tenuta all'oscuro dai vertici di Rocca Salimbeni.

L'aumento di capitale del 2011 di Mps (2,4 mld) e' stato letale per la Fondazione che, per non diluirsi e rimanere azionista di maggioranza nella banca, si indebito' di altri 600 milioni facendo giungere l'esposizione debitoria verso le banche a circa 1 miliardo di euro.

Su questo punto, il documento ricorda come ''la decisione sulla partecipazione della Fondazione ''all'aumento di capitale'' della banca ''non era di competenza della Deputazione Generale'' che e' un organo di indirizzo, ma della Deputazione Amministratrice che e' invece organo di amministrazione, quella uscente e' composto da 6 membri, piu' il Presidente della Fondazione. ''Tanto meno rientravano nelle competenze della Deputazione Generale le modalita' con cui si sarebbe proceduto all'aumento di capitale e al connesso indebitamento''. Nel documento si spiega come anche le nomine dei rappresentanti della Fondazione nel Cda di Mps ''furono decise per competenza dalla Deputazione Amministratrice''.

Infine, conclude la Deputazione Generale, ''si vuole sottolineare come ogni atto deliberato dalla Deputazione Generale sia stato sempre assunto valutando ogni elemento messo a disposizione, con il supporto di pareri tecnici, ove necessario, scegliendo collegialmente la via giudicata migliore per la tutela degli interessi della Fondazione e, soprattutto, degli scopi che essa si prefigge''.

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