giovedì 08 dicembre | 11:08
pubblicato il 11/dic/2013 18:35

Mps: domani CdA. 15 giorni per evitare scontro tra Banca e Fondazione

ASCA) - Siena, 11 dic - Quindici giorni di tempo per trovare un'intesa sui tempi dell'aumento di capitale ed evitare un pericoloso 'braccio di ferro' in assemblea tra Banca e Fondazione Mps.

Il prossimo 27 dicembre l'assemblea dei soci e' convocata per dare il via libera all'aumento da 3 miliardi a gennaio, ma la Fondazione ha presentato una proposta di delibera con cui chiede invece il lancio dell'operazione a giugno, annunciando invece il voto contrario in caso di aumento all'inizio del 2014.

Le posizioni ancora sono distanti. In una intervista pubblicata questa mattina da 'Il Sole 24 Ore', Antonella Mansi, presidente della Fondazione, ha affermato che ''varare un aumento di capitale a gennaio ucciderebbe la Fondazione'' dicendosi convinta invece che la 'finestra' di giugno ''sia la migliore. E non solo per la Fondazione''.

La banca (domani si riunira' il CdA proprio per decidere la 'risposta' nei confronti di Palazzo Sansedoni) pero' resta convinta della necessita' di operare subito, per una serie di motivi tra cui l'instabilita' del quadro politico, l'approssimarsi dell'asset quality review della Bce, i successivi stress test dell'Eba. Da non sottovalutare i potenziali rischi di ''crowding out (effetti spiazzamento)'' legati alla contemporanea presenza, sul mercato dei capitali, di altre operazioni di ricapitalizzazione da parte di altri istituti di credito.

Poi, per la banca resta la necessita' di restituire il prima possibile 3 miliardi di 'Monti Bond' sui 4,07 ricevuti.

Un prestito che costa 350 milioni all'anno capace, come si e' visto finora in questo esercizio, di comprimere seriamente il margine di interesse.

''Vediamo la luce in fondo al tunnel e non e' un treno'', ha detto ieri sera Alessandro Profumo, presidente di Mps, intervenendo al premio Frajese, ''c'e' la possibilita' di uscire dalla crisi con un capitale ricostituito e lo Stato in larga parte fuori dalla nostra base patrimoniale. Noi proviamo a fare un grande Monte dei Paschi, senese, indipendente, ma dipendera' da cosa avverra' nel prossimo futuro. Se riusciamo a fare quel che stiamo progettando il Monte restera' una grandissima impresa in questa citta'''.

Le prossime due settimane saranno decisive. La Fondazione, forte del suo 33,5% del capitale (e con il sostegno dei piccoli azionisti) rappresenta una solida minoranza di blocco per bloccare l'aumento di capitale all'inizio del 2014.

Appare pero' altrettanto difficile che la Banca possa trascurare questo decisivo particolare, anche perche' all'orizzonte non si profilerebbe nessuno scontro tra Titani, quanto piuttosto ''la guerra dei poveri''. Insomma serve trovare la quadra che concili le esigenze di Banca e Fondazione.

afe/men

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