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pubblicato il 17/giu/2013 18:36

Moda: Pitti Uomo, quella maschile chiude 2012 con un +1,6%

Moda: Pitti Uomo, quella maschile chiude 2012 con un +1,6%

(ASCA) - Firenze, 17 giu - La moda maschile italiana archivia il 2012 con una dinamica di aumento pari a +1,6%. E' quanto emerge dalle stime di Sistema moda Italia (Smi) diffuse alla vigilia dell'apertura di Pitti Uomo, domani, alla Fortezza da Basso di Firenze. Nonostante la decelerazione rispetto al 2011, afferma Smi, il risultato e' da considerare positivamente, data la congiuntura generale del Paese poco favorevole. Alla performance della moda maschile italiana contribuiscono positivamente le vendite estere, in crescita del +3,8%, mentre il mercato domestico resta in territorio negativo, evidenziando un nuovo peggioramento (-5,7%).

Con riferimento agli sbocchi commerciali, Smi sottolinea l'ottima performance dei mercati extra-UE, che nel 2012 hanno messo a segno un incremento pari al +9,1% (che fa seguito ad un +20,7% registrato nel 2011), a fronte di un mercato intracomunitario interessato, invece, da una dinamica negativa (-0,6%). Il mercato UE resta, comunque, il maggior acquirente, con una quota del 53,3% sull'export totale di settore. Se la Francia, pur confermandosi il primo mercato in assoluto, ha deluso (-1,5%) analogamente alla Spagna (-8,2%), il Regno Unito ha, invece, evidenziato una performance del tutto soddisfacente (+9,8%). In positivo si e' mossa anche la Germania (+3,5%). Tutte le principali piazze extra-europee si sono rivelate, invece, particolarmente performanti: gli USA, terzo mercato di sbocco, presentano un aumento del +19%, la Russia cresce del +3,5%, il Giappone del +19,8%. La stessa Cina evidenzia un trend positivo (+14,9%) toccando i 130 milioni di euro nel 2012. Con riferimento ai singoli micro-comparti, lo studio rileva un aumento del fatturato per il vestiario esterno, che chiude l'anno con un +2,5%. La maglieria esterna maschile prosegue il trend favorevole (+2,9%), mentre la camiceria e le cravatte archiviano un calo, rispettivamente del -3,1% e del -2,9%. Anche l'abbigliamento in pelle evidenzia una diminuzione, pari a -1,2%. Il trend complessivamente positivo, che ha caratterizzato la moda maschile nel 2012, dovrebbe proseguire anche nel 2013. La performance si verificherebbe, ancora una volta, esclusivamente grazie al contributo delle esportazioni, in particolar modo di quelle destinate ai paesi extra-europei, come indicano i primi dati relativi ad alcuni tra i principali mercati di riferimento.

A tal proposito, analizzando le statistiche ufficiali rilasciate dallo US Census Bureau, le vendite al dettaglio dei 'men's clothing stores' in marzo 2013 confermano un trend di crescita, che risulta pari a +3% rispetto al marzo 2012.

afe/sam/alf

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