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pubblicato il 07/gen/2013 14:20

Moda: export extra-Ue traina quella italiana, in 2012 +1,9% fatturato

(ASCA) - Firenze, 7 gen - La moda maschile italiana chiude il 2012 con il segno positivo. E' quanto emerge dallo studio economico di Sistema Moda Italia diffuso alla vigilia di Pitti Immagine Uomo, al via da domani alla Fortezza da Basso di Firenze. Sulla base delle indicazioni provenienti dalle indagini campionarie e dell'andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, SMI stima per il 2012 un giro d'affari settoriale in crescita del +1,9%, corrispondente a 8,6 miliardi di euro. Prosegue il trend positivo sia per il comparto preponderante, ovvero il vestiario esterno (nell'ordine del +3,3%), sia per la maglieria esterna, nonche' per la pelle.

Di contro, gli altri segmenti quali la camiceria e le cravatte risulterebbero tutti interessati da dinamiche gia' negative. Il valore della produzione, dopo i cedimenti sperimentati nel periodo 2008-2010, torna interessato da un'evoluzione positiva (+5% circa), fattore su cui incide, in primis, la considerevole flessione dei capi di importazione. Nel 2012 la maggior spinta all'industria italiana della moda maschile e' da ricondurre ancora una volta al mercato estero, in particolare extra-europeo, con un esport al +3,3%. Tuttavia il settore, soprattutto nel secondo semestre del 2012, ha accusato un rallentamento sul fronte dell'export, che conduce per i dodici mesi a stimare una crescita delle vendite estere del +2,4%, corrispondente a circa 5 miliardi di euro. L'import, come per tutta la filiera Tessile-Moda, nel 2012 e' stato, invece, caratterizzato da una brusca, ma pur attesa, inversione di tendenza, che, visto il progressivo peggioramento del tasso di caduta in corso d'anno, porta a prevedere per i dodici mesi un decremento pari almeno al -9,1%. I mercati extra-UE da gennaio a settembre 2012 hanno messo a segno un incremento pari al +9,7% (che fa seguito, peraltro, ad un +20,5% registrato lo scorso anno nel medesimo periodo), a fronte di un mercato intracomunitario interessato, invece, da una dinamica gia' divenuta negativa (-1,5%). Il mercato Ue resta, comunque, il maggior acquirente, con una quota del 54,1% sull'export totale. Per quanto riguarda i consumi interni per il quinto anno consecutivo si stima un decremento in termini nominali dei consumi nell'ordine del -4,7% con riferimento all'anno solare 2012.

Sulla base delle rilevazioni campionarie condotte da SMI, la maggior parte (56%) delle aziende operanti nel vestiario esterno maschile, interrogate sulle aspettative a breve, propende per una 'stabilita'' delle condizioni congiunturali sperimentate nel 2012, mentre il restante 44% teme un peggioramento. afe/sam/bra

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