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pubblicato il 22/apr/2014 09:36

Moda: Confcommercio, via Monte Napoleone a Milano piu' cara per affitti

(ASCA) - Roma, 22 apr 2014 - Via Monte Napoleone a Milano e' la strada della moda piu' cara di Italia: per fare un esempio 100 mq di negozio costano di affitto all'anno 670.000 euro, via della Spiga arriva a 500.000 euro. Roma non e' da meno con la preziosissima via dei Condotti, dove per un negozio di 100 metri quadrati si arriva a pagare canoni annui di affitto fino a 640.000 euro. Aprire, invece, un negozio di 100 mq a Napoli nella centralissima via Toledo costa un massimo di 110.000 euro di affitto per arrivare a 160.000 euro per 100 mq in via dei Mille. Le altre localita' italiane, tornando ai valori per metro quadrato, rimangono comunque tutte interessanti piazze di valore, da Firenze (600 - 3400 Euro/mq) a Venezia (1000 - 4000 Euro/mq), da Genova (390 - 1020 Euro/mq) a Bari (500 - 1800 Euro/mq), a Verona (400 - 3200 Euro/mq). Questi in sintesi alcuni dati del Fashion & High Street Report a cura di Federazione Moda Italia in collaborazione con World Capital Group, un'analisi del mercato fashion che racchiude valori di locazione e rendimenti delle piu' importanti High Streets italiane rilevati da World Capital Group, accanto ai dati sui consumi nel settore moda monitorati da FederazioneModaItalia su un universo rappresentativo di imprese e ai dati dell'Osservatorio Acquisti CartaSi sugli acquisti effettuati dagli italiani con carte di credito nei negozi di moda.

Il richiamo deriva dal made in Italy e dall'essere citta' turistiche, fieristiche e di business, dall'attrarre quindi un importante passaggio e dall'essere appetibili per l'avvio di un'attivita' commerciale redditizia. I canoni di affitto nelle high-street italiane restano stabili rispetto al 2012, in particolare in citta' come Milano, Torino e Verona, mentre a Genova, Firenze e Venezia e' stata registrata una contrazione del 2% sugli affitti; nel comune di Portofino, il calo raggiunge il 4%. Nel centro Italia i canoni rimangono stabili, mentre nelle isole e al Sud, in citta' come Bari e Palermo, si registra un calo del 3.6%.

Per quanto riguarda i consumi nei primi due mesi del 2014 il calo medio (in valore) delle vendite nel settore moda registrato da Federazione Moda Italia e' stato del 4,39% e gli acquisti degli italiani con carta di credito in abbigliamento, calzature, accessori, pellicce, pelletterie e valigerie ed articoli sportivi in Italia pari ad una spesa di oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro registrano una flessione del 5,65% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Per il Presidente di FederazioneModaItalia - Confcommercio, Renato Borghi: ''Dal Report emerge un dato positivo solo per il comparto accessori, con un incremento di vendite di oltre il 7% nei primi due mesi del 2014 a fronte di una flessione media degli altri prodotti di moda di un 5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Tengo a precisare che si tratta di una media nazionale, che riassume gli sconsolanti dati delle periferie e dei centri minori mitigati dalle migliori performance delle vie dello shopping delle grandi citta' e delle mete turistiche. In questo momento, si regge soprattutto grazie agli acquisti degli stranieri, russi e cinesi in particolare, inclini al buon gusto e amanti del made in Italy. Cosi' si spiega l'interesse a investire nelle cosiddette high streets''. ''E' pero' fondamentale - conclude Borghi - che gli italiani tornino a fare acquisti e che le imprese continuino a investire in Italia, nel made in Italy e nella qualita' dei prodotti. Auspichiamo quindi un'inversione di tendenza con un incremento di fiducia per i cittadini e che l'intervento di alleggerimento fiscale lanciato dal Governo Renzi si sostanzi in un concreto stimolo alla propensione dei consumi. Serve, tuttavia, anche un'indispensabile detassazione per le imprese per favorire la ripartenza degli investimenti''. ''Interessante e' comunque - dichiara Neda Aghabegloo, Responsabile Ricerca di World Capital Group - la crescente attenzione alle nostre High Streets sia da parte di brand italiani che di investitori stranieri orientati al Bel Paese, attenzione confermata anche dai canoni di locazione stabili o in aumento. Se e' vero infatti che, dopo il nome della nota bevanda americana, il secondo termine piu' ricercato sul motori web risulta sia ''made in Italy'', e' facile spiegarsi perche'. Posizione strategica, visibilita' e flusso pedonale/turistico, accanto al desiderio imperante di essere parte del ''sistema Italy'', rappresentano oggi concetti chiave per i retailer, fattori determinanti nella scelta delle loro location. La Brand Image acquista un'importanza sempre piu' diffusa, in quanto comunicazione dei propri valori e riflesso del sentiment. L'incerta situazione economica e la lieve contrazione nei consumi - prosegue Neda Aghabegloo - spingono i retailer a una maggior prudenza nell'approccio del mercato e a una piu' studiata strategia di insediamento e sviluppo di business e identita'. I brand, in maniera sempre piu' forte ed estesa, desiderano localizzarsi sulle High Streets per essere ancor piu' appetibili e competitivi e accrescere reputation e awarness.

red/glr

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