lunedì 16 gennaio | 20:51
pubblicato il 17/dic/2013 18:50

Milano: scontro Fiera-Fondazione su canoni affitto Rho (Il Ghirlandaio)

(ASCA) - Milano, 17 dic - Sono tempi in cui gli investimenti immobiliari danno scarse soddisfazioni e il mercato italiano, tra quelli dei principali paesi europei, e' rimasto il fanalino di coda. Di conseguenza, almeno per il momento, le grandi operazioni ottengono via libera ad una condizione: l'asticella del rendimento degli affitti deve essere collocata alta. In modo da ricompensare le difficolta' di rivalutazione degli immobili, siano essi abitazione private oppure uffici.

Ma c'e' almeno un caso in cui l'asticella e' stata messa ad una altezza che viene considerata da chi deve pagare i canoni di affitto tanto, troppo elevata. Si tratta della Fiera di Milano che, nei giorni scorsi, ha avviato le procedure per rimettere in discussione gli accordi con la Fondazione a cui fa capo il controllo della societa'.

La vicenda, secondo Il Ghirlandaio, merita di essere approfondita, anche perche' Fiera Milano e' quotata in Borsa.

Punto di partenza sono i contratti attuali che scadono alla fine dell'anno prossimo ma ai quali, per poterli modificare, deve essere data disdetta entro dicembre. Le aree in affitto sono quelle di Rho, dove si e' trasferita la quasi totalita' delle manifestazioni, e una parte minore, rimasta in citta' e chiamata City. Nel complesso, dal 2010 al 2013, Fiera Milano ha versato nelle casse della ricca Fondazione una somma importante: circa 213 milioni di euro, partendo da poco piu' di 51 milioni nel 2010 per arrivare a quasi 55,5 milioni nell'anno in corso (piu' esattamente 52,6 milioni per l'ara di Rho e 2,8 milioni per City). Una crescita inferiore di poco al 10 per cento in quanto sono previsti due adeguamenti dei canoni con cadenza annuale: l'incremento per interventi migliorativi e quello in base all'inflazione, con la prospettiva di arrivare nel 2014 ad una quota complessiva di 57-58 milioni.

Il tentativo di rinegoziare l'accordo, scrive ancora Il Ghirlandaio, e' in corso da mesi e, al di la' delle dichiarazioni d'intenti, l'intesa risulta ancora lontana. Tra l'altro la matassa e' intricata anche per gli intrecci di cui tenere conto. I vertici di Fiera Milano, che stanno tentando di modificare contratti di acquisto ritenuti ormai insostenibili a causa della grande crisi, sono alla guida di una societa' quotata in Borsa e, di conseguenza, devono tenere conto degli interessi di tutti gli azionisti, compreso quelli di minoranza, ma, al tempo stesso, si trovano nella delicata situazione di chi per fare questo deve mettere in discussione gli interessi della Fondazione, che e' di gran lunga il socio di maggioranza. Non solo. La vicenda desta assoluta preoccupazione tra i dirigenti della Camera di commercio di Milano, legata sia alla Fondazione, di cui nomina buona parte dei consiglieri, sia a Fiera Milano, di cui e' azionista diretta. E anche la Regione Lombardia, che di fatto nomina il presidente della Fondazione, ha interessi su entrambi i fronti.

red-gbt

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