martedì 06 dicembre | 01:48
pubblicato il 23/gen/2014 11:29

Media: Zambeletti, verso integrazione canali 'social' in comunicazione

(ASCA) - Roma, 23 gen 2014 - Verso l'integrazione dei canali 'social' nella comunicazione tradizionale. E' questa la nuova frontiera dei media, secondo quanto risulta da una indagine internazionale condotta da Ad Hoc Communication Advisors e dai partner di AMO - network che riunisce le principali agenzie al mondo specializzate nella comunicazione finanziaria - mostrano che la maggior parte degli investitori istituzionali prevede che i social media diventeranno uno strumento sempre piu' importante nell'ambito dell'attivita' di investor relations, nonostante ad oggi siano consultati solo da pochi professionisti del comparto. Il 56% degli investitori istituzionali intervistati ha infatti dichiarato di ritenere che i social media abbiano una ''non ancora significativa, ma crescente importanza'' come strumento professionale per gli investitori.

Piu' di un terzo degli intervistati (il 37%) ritiene che i social media - tra cui forum di investimento e blog - siano una positiva innovazione nell'ottica di una piu' rapida e diretta diffusione delle informazioni. Il 33% del campione ritiene, inoltre, che questi strumenti siano un utile segnale d'allarme per diffondere e ricevere informazioni durante operazioni straordinarie quali ad esempio tentativi di acquisizione o rastrellamento di deleghe. Ancora pochi tra gli investitori istituzionali intervistati - tra i quali figurano alcuni dei piu' grandi fondi pensione al mondo, societa' di gestione e assicurazioni - hanno affermato di consultare social media o blog molto frequentemente (13%) o frequentemente (17%). Ma anche tra chi consulta raramente queste piattaforme solo una minoranza (il 17%) ha bocciato questi strumenti di comunicazione, definendoli irrilevanti per il proprio lavoro. Questi risultati dimostrano che, indipendentemente dal fatto che si scelga o meno di utilizzarli, la maggior parte del campione ritiene che i social media non possano essere ignorati.

La ricerca, che ha riguardato 105 investitori istituzionali attivi in 12 Paesi e con asset in gestione per quasi 4 trilioni di dollari, e' stata condotta dalla rete AMO allo scopo di aiutare gli investor relator di societa' quotate in tutto il mondo a determinare come adattare le loro strategie IR all'era digitale.

''L'indagine - ha dichiarato Giorgio Zambeletti, managing partner di Ad Hoc Communication Advisors - mostra chiaramente che gli investor relator dovrebbero iniziare a domandarsi come integrare i canali social alla tradizionale attivita' di comunicazione diretta agli investitori istituzionali. Anche se molti di questi ancora non dedicano molto tempo alla consultazione di social media, infatti, la maggior parte degli investitori istituzionali concorda sul fatto che questi strumenti di comunicazione siano destinati ad assumere importanza crescente e, conseguentemente, si aspettano che gli investor relator siano in grado di integrarli efficacemente al loro mix di comunicazione''.

Con particolare riferimento ai canali ed agli strumenti utilizzati per raccogliere informazioni funzionali all'attivita' professionale, la maggioranza degli investitori istituzionali intervistati ha dichiarato di considerare le agenzie di stampa come la principale fonte di informazioni.

Il 76% degli intervistati ha dichiarato di consultare ''molto frequentemente'' le agenzie stampa, i quotidiani e le loro edizioni online si piazzano al secondo posto (61%). Come anticipato in precedenza, solo il 13% degli intervistati ha dichiarato invece di consultare molto frequentemente social media, forum e blog.

Il sito web della societa' e' tuttora il canale di informazione ritenuto piu' attendibile dagli investitori istituzionali (il 92% degli intervistati lo considera ''sempre attendibile'' o ''attendibile''), seguito dalle agenzie stampa (87%), dai giornali (79%) e dalla radio e TV (54%). Social network, forum e blog ancora non sono invece ritenuti una fonte di informazione affidabile, solo il 17% degli intervistati ha infatti dichiarato di ritenerli ''sempre attendibili'' o ''attendibili''.

Con particolare riferimento ai social media consultati con maggiore frequenza per scopi professionali, la maggior parte degli intervistati ha indicato i forum di investimento (il 39% li consulta ''frequentemente'' o ''molto frequentemente''), seguono LinkedIn (34%) e i blog dedicati al mondo della finanza (32%). Solo il 22 % ha invece dichiarato di consultare Twitter ''frequentemente'' o ''molto frequentemente'' per scopi professionali, mentre appena il 10% si affida a Facebook. com-ram

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