lunedì 16 gennaio | 16:27
pubblicato il 06/lug/2013 11:29

Media: Anselmi, alla tv piu' pubblicita'. Quotidiani e periodici -9%

(ASCA) - Roma, 6 lug - L'editoria e' ''un settore in cui la congiuntura economica avversa si salda con la rapida trasformazione del mercato dei media, su uno sfondo caratterizzato dal permanere di criticita' di natura strutturale mai risolte: un mercato pubblicitario fortemente sbilanciato in favore delle televisioni; una tutela ampiamente insufficiente dei contenuti editoriali''. Lo ha dichiarato Giulio Anselmi, presidente Fieg, durante il suo discorso di apertura dei lavori WAN-IFRA Italia 2013, la XVI edizione della Conferenza internazionale per l'industria editoriale e della stampa italiana che si e' tenuta in questi giorni a Bergamo, promossa da WAN-IFRA (Associazione mondiale degli editori), FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e ASIG (Associazione Stampatori Italiana Giornali), per rilanciare nuove interessanti prospettive di sviluppo nel settore. Ne da' notizia la news letter Media Duemila in corso di distribuzione.

Per Anselmi, i dati presentati in occasione del convegno, forniti dal Rapporto sull'industria italiana dei quotidiani, che viene realizzato annualmente dall'Asig e dall'Osservatorio tecnico ''Carlo Lombardi'' per i quotidiani e le agenzie di informazione, parlano chiaro. ''Questa ricerca, che ogni anno fornisce una fotografia dettagliata del settore sui dati della pubblicita' e delle vendite, sull'andamento dei bilanci, sulla situazione occupazionale e retributiva dei lavoratori poligrafici, ed una anagrafe aggiornata del settore, ci dice che la recessione ha avuto un impatto molto pesante per le imprese editrici di quotidiani e periodici sommandosi ad una crisi strutturale dei media cartacei'', spiega Anselmi. In particolare le conseguenze dell'andamento negativo della diffusione e del mercato pubblicitario gravano sui bilanci delle imprese editrici che nel 2012, ad esempio, hanno subito un calo dei ricavi del 9% per i quotidiani e del 9,5% per i periodici con il dimezzamento dell'utile di esercizio dei quotidiani, da 92,8 a 42,3 milioni di euro.

L'industria italiana dei quotidiani, si legge nel rapporto, e' costituita da 155 testate, 116 societa' editrici, 87 concessionarie di pubblicita', 147 agenzie di informazione e 80 stabilimenti di produzione per un totale di ricavi, nel 2012 di 2,566 miliardi di euro con una contrazione comunque del 12% rispetto agli anni precedenti.

Le spiegazioni di tale andamento ''vanno al di la' della gradevolezza e del credito delle piattaforme per rimandarci - ha puntualizzato Anselmi - a un fenomeno che potremmo chiamare sovrinformazione''.

L'eccesso viene percepito come confuso e prevaricatore. ''Il contenitore del rifiuto raccoglie eccessiva politicizzazione e tifoseria di testate e giornalisti, accalorarsi da talk show, grida e ingiurie contrabbandate per liberta' d'informazione. In questo quadro - ha continuato il presidente Fieg - l'informazione sul web fa parte di un tutt'uno magmatico che prescinde in gran parte dalla qualita' e dall'affidabilita'''. La carta stampata comunque rappresenta ancora oggi il 90% dei ricavi del settore editoriale e i nuovi modelli per il rilancio economico devono prevedere l'integrazione tra carta e web rivalutando le fonti tradizionali dell'informazione affinche' si moltiplichino le possibilita' di accesso alle notizie. Perche' se anche la Rete genera nuove modalita' di fruizione di contenuti e produce nuove forme di reddito, i ricavi registrati da Internet non compensano la contrazione dei ricavi dalle fonti tradizionali di fruizione con conseguenze sugli investimenti e sull'occupazione. ''con questa consapevolezza occorre fare i conti, guardando al nuovo - ha continuato Anselmi - ma con un piede saldo nella carta stampata che e' garanzia di autorevolezza e qualita' dell'informazione offerta''.

http://www.mediaduemila.it/?p=13739 m2/ram

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