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pubblicato il 20/dic/2013 12:00

Marino: Comuni allo stremo, portiamo lo Stato in tribunale

Il primo cittadino di Roma in una intervista a La Repubblica

Marino: Comuni allo stremo, portiamo lo Stato in tribunale

Roma, 20 dic. (askanews) - "I tagli in Italia sono come le tasse, sembrano colpire sempre gli stessi soggetti. Le tasse sui redditi fissi, i tagli ai comuni. Forse perché sono più lontani dai palazzi del potere centrale e vicini ai problemi della gente". Il sindaco di Roma Ignazio Marino è determinato e in una intervista a La Repubblica dice: "Siamo pronti a dare battaglia. Il governo ci deve ascoltare. Negli ultimi anni alle città sono stati sottratti trasferimenti per oltre 8 miliardi, nessun'altra istituzione ha subito misure tanto draconiane. a rischio la tenuta del Paese". Per i sindaci rinunciare a 8 miliardi "significa migliaia di posti in meno negli asili nido, decine di migliaia di buche non riparate nelle strade; linee di autobus cancellate; assistenza alle persone fragili azzerata. Noi quest'anno, a Roma, abbiamo fatto i salti mortali per non toccare il sociale, ma non possiamo garantire per l'anno prossimo. Si tratta di risorse che servono per pagare i servizi essenziali. Qui si sta giocando con la carne viva degli italiani. Che sono già allo stremo e non possono sopportare altri sacrifici: pena la rivolta sociale". I Comuni sperano ora nell'intervento di Letta e Napolitano "ai quali ci siamo appellati perché si approvi entro fine anno una manovra correttiva. E il 29 gennaio terremo a Roma l'assemblea straordinaria dei sindaci per valutare le decisioni governo e del Parlamento e assumere le iniziative conseguenti". Fino ad arrivare a una conflittualità con lo Stato, che porterà i comuni a far valere le proprie ragioni in tribunale. A partire dai crediti insoluti vantati nei confronti dell'amministrazione centrale". Il tempo comunque stringe e secondo il primo cittadino di Roma "le strade sono due: o si alzano le aliquote al 3,5 per mille sulla prima casa e all'11,6 sulle seconde, che la Legge di Stabilità ha invece fissato al 2,5 e al 10,6, oppure si trovano altre compensazioni che permettano ai comuni di recuperare almeno un miliardo e mezzo. Tertium non datur, a meno di non voler ammazzare la gente".

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