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pubblicato il 25/giu/2011 05:15

Manovra/ Varo giovedì, tagli politica e stipendi manager pubblici

Verso bonus figli in riforma fisco.Ipotesi aliquota unica rendite

Manovra/ Varo giovedì, tagli politica e stipendi manager pubblici

Roma, 25 giu. (askanews) - Ancora un rinvio per il varo della manovra economica da 43 miliardi di euro. Il decreto, atteso inizialmente per metà giugno, è slittato più volte e adesso sembra confermarsi l'approvazione per giovedì 30, in extremis per poter rifinanziare alcune spese in scadenza. La manovra con il piano di consolidamento dei conti arriverà in un'unica tranche spalmata su più anni: 3 miliardi nel 2011 (per finanziare alcune voci inderogabili), 5 miliardi nel 2012, e 35 miliardi nel biennio 2012-2013 (20 il primo anno e 15 il secondo). L'obiettivo è rispettare gli impegni presi con l'Europa sul pareggio di bilancio nel 2014. Tra le novità, i tagli ai costi della politica e la stretta sugli stipendi dei manager pubblici. Intanto, hanno preso il via i primi contatti fra governo e parti sociali. Il titolare dell'Economia Giulio Tremonti ha incontrato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e poi i segretari generali di Cisl, Raffaele Bonanni, e Uil, Luigi Angeletti. Per martedì, invece, è in programma un vertice di maggioranza con Umberto Bossi e una rappresentanza della Lega, Angelino Alfano e una rappresentanza del Pdl e il gruppo dei Responsabili. Insieme alla manovra arriverà una delega soft sul fisco. Un ddl collegato che palazzo Chigi tiene a precisare rispetterà gli obiettivi concordati con Bruxelles. A copertura del taglio dell'Irpef si rafforza l'ipotesi dell'aliquota unica sulle rendite finanziarie, mentre perde quota l'idea di un aumento dell'Iva. Il progetto sulla tassazione delle rendite prevede l'introduzione di un'aliquota unica fra il 18 e il 20% con l'esclusione dei titoli di Stato. Il regime attuale prevede il prelievo del 12,5% su obbligazioni, titoli di Stato e guadagni di borsa, mentre sui depositi postali si applica il 27%. Comincia anche a delinearsi il pacchetto sui tagli ai costi della politica. Un giro di vite riassunto dal Tesoro in 7 articoli che vanno dalla stretta sui compensi pubblici al giro di vite sulle auto e gli aerei blu, dai tagli alle dotazioni di Camera, Senato, palazzo Chigi a quelli per i partiti politici. E ancora dalla riduzione di benefit e vitalizi all'election day obbligatorio. Sostanzioso poi il pacchetto sui dipendenti pubblici per i quali dovrebbe profilarsi oltre che il blocco del turn over e la proroga di un anno del congelamento degli aumenti contrattuali anche il taglio agli stipendi dei manager. La decisione finale deve essere ancora presa, ma al momento le ipotesi sono due: o la riconferma del doppio taglio del 5 e del 10% ma con soglie di reddito ancora da definire (l'anno scorso era il 5% oltre i 90mila euro e il 10% sopra i 150 mila euro) o un'unica riduzione del 5% ma su unica soglia di reddito (si parla di 50mila euro, ma in questo caso non sarebbero toccati soltanto i top manager).

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