sabato 21 gennaio | 18:55
pubblicato il 04/lug/2011 18:36

Manovra, spunta una norma sul lodo Mondadori. Giallo rinnovabili

Testo potrebbe evitare a Mediaset risarcimento 750 milioni a Cir

Manovra, spunta una norma sul lodo Mondadori. Giallo rinnovabili

Roma, 4 lug. (askanews) - Una norma 'ad hoc' sul lodo Mondadori che potrebbe evitare a Mediaset il risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir: due modifiche al codice di procedura civile, contenute nella bozza della manovra del governo, potrebbero infatti influire anche sull'attesa sentenza d'appello. La bozza prevede lo stop in appello all'esecuzione delle condanne civili che superano i dieci milioni di euro e stop in Cassazione per quelle che vanno oltre i 20 milioni di euro in cambio di una idonea cauzione. Norme che calzano al la sentenza per il lodo Mondadori, prevista per la fine di questa settimana. E' sempre giallo sugli incentivi alle rinnovabili, che sembra uscire, rientrare e poi nuovamente uscire dalla manovra. Un'ultima bozza prevedeva nuovamente la norma sul taglio del 30% degli incentivi pagati in bolletta per finanziare le rinnovabili e altre voci che pesano sui consumatori finali. Taglio che avrebbe portato ad una riduzione di circa il 3% della bolletta della luce. Ma sono arrivate subito le smentite dei ministri Stefania Prestigiacomo e dello Sviluppo Economico Paolo Romani. La manovra prevede anche il taglio dei costi della politica ma arriverà "a decorrere dalle prossime elezioni". Gli stipendi di politici, corte costituzionale, magistratura, alti funzionari statali, Cnel, autorità indipendenti, amministratori locali e delle agenzie non potrà "superare la media" degli analoghi trattamenti previsti negli altri stati dell'area euro. E sempre dalla prossima legislatura, il finanziamento ai partiti politici, vedrà un ulteriore calo del 10% che andandosi a cumulare con i tagli già previsti vedrà una "riduzione complessiva del 30%". A partire dall'anno in corso scatta anche il superbollo per le auto di lusso. E' confermata la stretta sulla rivalutazione degli assegni pensionistici che superano i 1.428 euro. Gli assegni pensionistici fino a quella cifra saranno rivalutati al 100%; per la parte eccedente i 1.428 euro scatta invece la tagliola, nel senso che la parte dell'assegno da 1.428 euro fino a 2.380 euro vedrà una rivalutazione del 45% rispetto all'inflazione e la parte eccedente ai 2.380 euro non vedrà alcuna rivalutazione.

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