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pubblicato il 17/ago/2011 20:28

Manovra incardinata al Senato, tutti in coda per le modifiche

Aula semivuota: solo 11 senatori. Dubbi su rientro capitali scudo

Manovra incardinata al Senato, tutti in coda per le modifiche

Roma, 17 ago. (askanews) - Con una seduta lampo alla quale hanno partecipato undici senatori - presidente di turno compreso - il Senato della Repubblica, in una Roma afosa e affollata solo di turisti, ha dato formalmente avvio alla discussione sulla manovra correttiva da 45,5 miliardi approvata a spron battuto la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. Dopo il passaggio odierno necessario a incardinare il testo a Palazzo Madama, il presidente Renato Schifani ha assegnato il testo alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, che inizieranno l'esame la prossima settimana secondo un calendario che verrà deciso da una apposita riunione dei capigruppo. La Bilancio, in particolare, dopo aver ricevuto i pareri di tutte le commissioni competenti, riferirà in aula a partire dal cinque settembre. Un calendario serrato che fa entrare nel vivo il dibattito sulle modifiche alla manovra sinora affidato a dichiarazioni di intenti e interviste sui giornali. I capigruppo del Pdl a Camera e Senato, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, hanno preannunciato di essere "aperti al dibattito ed a ipotesi migliorative che dovessero emergere in Parlamento, da qualunque parte esse provengano", pur precisando che la manovra non può essere "stravolta" né si può rinunciare ad approvarla con "celerità". Come dice sinteticamente Cicchitto, la manovra "non può essere nè smontata pezzo per pezzo, nè blindata in modo acritico". I segnali di fumo in direzione del Pd, in realtà, sono incerti. Se nelle scorse ore era filtrato un interessamento alla proposta di tassare i capitali rientrati con lo scudo fiscale, nella maggioranza non mancano le frenate. "Diciamo che c'è chi è sostenitore di questo strumento ma francamente più che averlo letto non ho sentito fare questa proposta in nessun ambito istituzionale", ha detto il vicecapogruppo alla Camera Massimo Corsaro. Più netto il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti (Pdl), secondo il quale l'ipotesi è "tecnicamente molto difficile". Nel campo opposto, intanto, l'Italia dei valori contesta al Pd la primogenitura della proposta sui capitali scudati e Antonio di Pietro interviene scettico: "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il governo Berlusconi e i tanti suoi amici scudati. Solo quando lo faranno veramente ci crederò". Diverso il discorso con l'Udc. La manovra è "invotabile", ha detto nei giorni scorsi Pier Ferdinando Casini, ma "per arrivare a un voto diverso dal no, che potrebbe essere solo l'astensione, ci deve essere un sostanziale cambiamento". E nella giornata di oggi si è definita una proposta precisa, spalleggiata anche dal Forum delle associazioni famigliari: in un intervento su 'Avvenire' il deputato Udc Luca Volontè ha chiesto che "i partiti italiani del Ppe venga una forte iniziativa comune che corregga fortemente la manovra in direzione familiare". Sulle colonne dello stesso giornale Cei il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi sostiene che "il contributo di solidarietà va rimodulato perché le famiglie numerose non possono e non devono pagare" e annuncia un emendamento sul quale chiederà un voto trasversale in Senato ("Con me c'è il Pdl, c'è la Lega, e c'è anche l'Udc e una parte importante del Pd"). Chiosa il ministro per l'attuazione del programma Gianfranco Rotondi: "La manovra è migliorabile soprattutto per ciò che concerne il capitolo della tutela delle famiglie". La partita del Pdl, intanto, si gioca anche in casa. Per via dell'Umiltà è fondamentale non solo la tenuta del legame con la Lega (è di oggi la proposta del ministro Calderoli di raddoppiare le aliquote del prelievo sui calciatori se continueranno a protestare) ma anche gestire i malumori interni al partito. L'ex ministro Antonio Martino ha ribadito, anche oggi, la sua ostilità ad una manovra troppo incentrata sul prelievo fiscale. Peppino Calderisi punzecchia Berlusconi quando gli ricorda di mantenere le promesse del '94. Quanto alla 'fronda' capitanata dal sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto - di cui fa parte lo stesso Martino - all'inizio della prossima settimana avrà luogo un incontro con il segretario del Pdl Angelino Alfano.

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