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pubblicato il 19/ott/2013 13:17

Mafia: Coldiretti/Eurispes, business agroalimentare salito a 14 mld

Mafia: Coldiretti/Eurispes, business agroalimentare salito a 14 mld

(ASCA) - Roma, 19 ott - Il volume d'affari complessivo dell'agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12 per cento rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perche' la criminalita' organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. E' quanto emerge dal Rapporto ''Agromafie'' sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti/Eurispes e presentato al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione a Cernobbio. L'agricoltura e l'alimentare sono considerate aree prioritarie di investimento dalla malavita che ne comprende la strategicita' in tempo di crisi perche' del cibo, anche in tempi di difficolta', nessuno potra' fare a meno, ma soprattutto perche' consente di infiltrarsi in modo capillare la societa' civile e condizionare la via quotidiana della persone in termini economici e salutistici. E' peculiarita' del moderno crimine organizzato estendere, con approccio imprenditoriale, il proprio controllo dell'economia invadendo i settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come e' quello agroalimentare. In questa opera di infiltrazione le mafie stanno approfittando della crisi per penetrare anche nell'imprenditoria legale. Per questo le mafie - sottolineano Coldiretti/Eurispes - hanno gia' imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caffe', dello zucchero, dell'acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilita' di capitale e sulla possibilita' di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilita' rispetto all'imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell'estorsione e dell'intimidazione impongono la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Alcune stime - precisano Coldiretti/Eurispes - valutano almeno 5.000 locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalita' organizzata (bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come copertura per riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clan rappresentano specifici marchi alimentari, che impongono in tutta la loro zona di influenza.

Per raggiungere l'obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell'Unione europea. A tutte le pressioni e minacce, esercitate in particolare nei confronti degli agricoltori del Mezzogiorno, si aggiungono i nuovi sistemi di condizionamento mafioso per imporre dazi illegali ed assorbire grosse fette del settore.

Secondo la Direzione Investigativa di Roma ben il 15 per cento del fatturato realizzato dalle attivita' agricole appartiene all'illecito, pari al 15 per cento mentre l'Osservatorio Flai Cgil contro le agromafie e il caporalato denuncia come su 1.558 aziende confiscate alle mafie oltre 90 siano attive in ambito agricolo; dei 10.563 beni confiscati, ben 2.500 sono terreni con destinazione agricola. Le organizzazioni mafiose sono consapevoli che, pur non trattandosi del settore che garantisce i guadagni piu' consistenti e nel piu' breve tempo, il cibo costituisce la necessita' primaria, di cui nessuno potra' mai fare a meno.

Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno inoltre la possibilita' di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l'imprenditoria onesta, ma - concludono Coldiretti/Eurispes - compromettono in modo gravissimo la qualita' e la sicurezza dei prodotti, con l'effetto indiretto di minare profondamente l'immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.

com-rba/mau

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