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pubblicato il 17/ott/2013 19:14

Made in:Confindustria, su sicurezza prodotti da Ue prova responsabilita'

(ASCA) - Roma, 17 ott - La Commissione Mercato interno e tutela del consumatore del Parlamento europeo ha approvato oggi a larga maggioranza la proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti contenente l'obbligo di indicazione di origine dei prodotti destinati al consumatore. ''Con questo voto l'organo elettivo dell'Unione europea ha fornito l'ennesima prova di responsabilita', di coerenza e di reale volonta' di tutela dei cittadini'', ha commentato Lisa Ferrarini, Presidente del comitato tecnico Made in Italy e lotta alla contraffazione di Confindustria. ''Approvando il testo proposto dalla Commissione europea, la Commissione parlamentare, il cui voto era dirimente e seguiva quello positivo di altre tre commissioni consultate per parere, ha posto le premesse affinche' l'assemblea plenaria del Parlamento europeo dia il via libera all'art. 7 sull'indicazione di origine'' ha proseguito. ''Credo che da oggi - ha aggiunto - possiamo guardare a questo obiettivo con misurato ottimismo, senza farci illusioni ma consapevoli che abbiamo passato un traguardo importante. Voglio ringraziare tutti coloro i quali si sono spesi senza risparmio per questo risultato a partire dal Vice Presidente Tajani, promotore della proposta, alla relatrice danese Christel Schaldemose, socialista, che ha portato tutto il suo gruppo a votare compatto la proposta, agli Onn.

Baldassarre, Cofferati, Toia, Salvini, Trematerra, Comi, Muscardini, Rinaldi, e tutti gli altri europarlamentari italiani che hanno contribuito in modo determinante per ottenere il consenso dei loro gruppi e ai colleghi delle associazioni che hanno sostenuto Confindustria nelle diverse fasi di questo difficile negoziato''. ''Se, come auspichiamo - ha concluso -, in seduta plenaria il Parlamento confermera' l'orientamento delle commissioni, la proposta sul Made in europeo entrera' nella sua fase piu' delicata e insidiosa e il governo italiano dovra' difenderla con decisione in Consiglio, dove e' sostenuta da oltre dieci paesi che costituiscono un blocco di considerevole peso politico. Questo prezioso capitale di consenso va protetto, consolidato ed esteso per raggiungere il quorum necessario all'approvazione definitiva della proposta''. red/glr

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