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pubblicato il 04/lug/2013 19:16

Made in Italy: Federalimentare, capitali esteri non sono minaccia

(ASCA) - Roma, 4 lug - ''I capitali esteri non rappresentano una minaccia all'industria alimentare italiana, ma al contrario, aumentano l'occupazione e stimolano le imprese italiane a essere piu' performanti''. Cosi' Federalimentare nel commentare l'allarme di Coldiretti sull'acquisizione di marchi italiani da parte di multinazionali. ''L'afflusso di investimenti dall'estero in Italia e' cruciale per dare uno stimolo innovativo alla ripresa produttiva e all'occupazione - ha affermato Filippo Ferrua Magliani, Presidente di Federalimentare. E' da meta' degli anni 70 che grandi marchi internazionali hanno investito nel mercato italiano, con acquisizioni che hanno riguardato la maggioranza o consistenti pacchetti azionari di diversi marchi dell'industria alimentare italiana''.

''Da allora - continua Ferrua - diversi marchi storici sono stati acquisiti, altri sono tornati di proprieta' italiana. Ma l'ingresso di capitale straniero ha il piu' delle volte favorito il progredire di molte aziende che continuano ad essere vive e vitali sul nostro territorio, migliorandone fortemente la produttivita' o mettendo a disposizione dei prodotti italiani canali distributivi che hanno permesso al made in Italy alimentare di approdare con successo su mercati esteri''.

Secondo Federalimentare, in questi trent'anni l'occupazione e' passata da 100mila a a circa 405mila addetti. E sul fronte delle esportazioni, trent'anni fa l'export dell'industria alimentare italiana non arrivava ai 2 miliardi di euro l'anno, nel 2000 si sono raggiunti i 10 miliardi e nel 2012 i 25 miliardi di euro, anche grazie alle capacita' espansive generate dagli investimenti esteri nel nostro Paese. A tale proposito, proprio per sostenere le esportazioni e garantire al made in Italy alimentare di confrontarsi con successo con il mercato globale, Federalimentare ha avviato ieri un tavolo tra industria alimentare e Istituzioni per promuovere e sostenere l'export del food and drink italiano.

Tra le proposte, il ''no'' al protezionismo delle barriere non tariffarie sui mercati piu' strategici, la creazione di una cabina di regia tecnica per l'export finalizzata anche ad evitare la dispersione di risorse oggi esistente, la lotta alla contraffazione e all' italian sounding, un ''fardello'' che pesa sulle potenzialita' del nostro export per oltre 60 miliardi di euro (6 mld di contraffazione e 54 mld di italian sounding), quasi 3 volte il valore dell'export annuo.

red/glr

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