martedì 28 febbraio | 02:28
pubblicato il 21/lug/2014 14:05

Made in Italy: De Agostini sulle orme di Marchionne (Il Ghirlandaio)

(ASCA) - Roma, 21 lug 2014 - L'operazione con cui il colosso italo-americano dei giochi Gtech si prepara ad acquisire International Game Technology (Igt), leader globale nel settore dei casino' e del social gaming con sede a Las Vegas, in Nevada, si e' guadagnata gli onori delle cronache economiche e finanziarie in questo primo scorcio d'estate. Lo sottolinea Il Ghirlandaio (www.ilghirlandaio.com) facendo il punto sui ''fermenti'' intorno al Made in Italy.

L'accordo con cui l'ex Lottomatica si impegna ad acquisire il controllo del gruppo americano per 6,4 miliardi di dollari e' stato accolto con favore e non solo perche' sancisce la nascita del primo gruppo dei giochi a livello mondiale. Il giudizio comune e' infatti che si tratti di una conferma della validita' e dell'appetibilita' del made in Italy nel mondo. Made in Italy che, peraltro, puo' fregiarsi non solo delle eccellenze nel mondo della moda o della cucina, ma che spazia anche nella manifattura, nella tecnologia e, per l'appunto nel leisure e nel gambling.

Senz'altro vero, tuttavia - spiega Il Ghirlandaio - le modalita' e le implicazioni dell'acquisizione voluta dal gruppo De Agostini accendono un faro anche su un'altra e nuova evoluzione della grande impresa italiana, e soprattutto su quella che pare essere la modalita' emergente per gestire il nuovo contesto competitivo globale assieme al passaggio generazionale di leadership e di pacchetti di controllo all'interno delle famiglie che, negli ultimi decenni, hanno giocato un ruolo da protagoniste nel mondo economico e finanziario del Belpaese. Quanto deciso con l'operazione Igt dalla De Agostini, che controlla Gtech assieme a Dea Partecipazioni per un complessivo 59,5% e che, assieme a quest'ultima, fa capo alle famiglie Drago e Boroli, ricorda da vicino la trama che Sergio Marchionne sta da anni tenacemente tessendo per il destino di Fiat e del gruppo degli eredi di casa Angelli raccolti nell'accomandita di famiglia: la societa' che sta alla testa dell'impero sempre meno sabaudo e sempre piu' americano. Tale disegno ha guadagnato forma e chiarezza dopo l'acquisizione da parte del Lingotto di Chrysler. Cosi' Gtech e Igt confluiranno in una holding appositamente costituita di diritto inglese, che proprio nei domini di sua maesta' britannica avra' sede fiscale, come e' accaduto per la Fca nata a inizio 2014 con la fusione del Lingotto e di Alburns Hills.

Le sedi operative della Lottomatica a stelle e strisce saranno a Roma, Las Vegas e Providence, mentre le azioni Gtech verranno ritirate da Piazza Affari e i titoli della nuova societa' verranno scambiati a Wall Street, una Borsa ben piu' liquida e attiva di quella milanese.

Dal punto di vista tecnico, gli azionisti di Igt riceveranno per ogni titolo posseduto 13,69 dollari in contanti e 0,1819 azioni della nuova societa' (con concambio ancora non definitivamente calcolato), per un importo complessivo di 18,25 dollari per azione. Questi potranno pero' decidere se ricevere il controvalore tutto in contanti piuttosto che tutto carta contro carta. Agli azionisti Gtech verra' assegnata una nuova azione ordinaria della newco per ogni azione della societa' quotata in Piazza Affari. Il valore totale dell'operazione e' di circa 6,4 miliardi di dollari (4,7 miliardi di euro, al cambio di 1,36), compresi 1,75 miliardi di dollari di debito netto in capo a Igt. Per gli azionisti ci sara' la possibilita' di recedere e la condizione perche' l'operazione vada a buon fine e' che il numero di azionisti che chiedono il recesso non superi il 20%.

Se nessun azionista esercitera' il recesso, gli attuali soci di Igt e Gtech deterranno, rispettivamente, circa il 20% e l' 80% delle azioni ordinarie della newco, mentre la quota di De Agostini sara' pari al 47%. Le parti - ricorda infine Il Ghirlandaio - si sono inoltre accordate su un lock-up: non venderanno cioe' le azioni della newco per un determinato arco di tempo. Gli azionisti della newco che terranno i titoli per tre anni potranno ricevere un'azione speciale che avra' 0,9995 diritti di voto.

red/dsk

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