giovedì 08 dicembre | 15:18
pubblicato il 24/apr/2014 15:22

Lucchini: Cisl, salvare polo Piombino garantendo produzione e occupati

(ASCA) - Roma, 24 apr 2014 - ''Salvare l'importante e strategico polo siderurgico di Piombino, secondo in Italia solo a quello di Taranto, garantendo le produzioni e l'occupazione dei circa 2.500 lavoratori della Lucchini e di altri 2000 dell'indotto deve diventare una priorita' assoluta del Governo e di tutta la politica nazionale e locale''. E' quanto ha dichiarato Luigi Sbarra, Segretario Confederale Cisl in merito alla drammatica situazione venutasi a creare nel polo siderurgico di Piombino a seguito della crisi della Lucchini. ''L'accordo di Programma per la reindustrializzazione del sito - continua Sbarra - e' un primo passo importante verso una possibile situazione positiva della crisi, ma ci vuole un impegno straordinario di tutti ed 'in primis' del Governo perche' questo non rimanga solo un bel progetto sulla carta ma diventi operativo in temi rapidi. I processi di reindustrializzazione vanno anche accompagnati ed indirizzati, non solo attraverso gli ammortizzatori sociali, ma con interventi mirati di politica industriale capaci di individuare e valorizzare imprese e settori innovativi, riducendo i 'colli di bottiglia' che ne limitano l'azione e la competitivita' a partire da quelli creditizi e finanziari, dal costo dell'energia e dall'eccessiva burocrazia''. Per Sbarra ''occorrono politiche di supporto indirizzate alla crescita ed allo sviluppo, fra le quali la spesa per infrastrutture, il sostegno alle ristrutturazioni, alla ricerca, all'innovazione, alle esportazioni, appaiono assolutamente prioritari. Raccogliamo quindi e facciamo nostro il monito di Papa Francesco il quale ha chiesto a tutti uno sforzo di creativita' e generosita' per dare una speranza a tutti i lavoratori di Piombino ed a quelli coinvolti in altre pesanti situazioni di crisi sparse in tutto il Paese''. Secondo il sindacalista ''un primo segnale importante sarebbe utilizzare i contratti di solidarieta' al posto della cassa integrazione, perche' questo consentirebbe di tenere agganciati i lavoratori alla produzione e non disperderne cosi' la loro professionalita'''. ''Il sindacato- conclude Sbarra- fara', come sta facendo per molte altre vertenze, per intero la sua parte, ma occorre, appunto, uno straordinario sforzo comune di tutti gli attori della vicenda a partire dal Governo, dalle Istituzioni locali e dalla classe imprenditoriale per salvare non solo Piombino ma un pezzo fondamentale della siderurgia Italiana''.

red/glr

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