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pubblicato il 20/nov/2015 16:20

L.Stabilità, primo sì del Senato, nodi rinviati alla Camera

Governo incassa fiducia con 164 sì. Novità su casa e canone

L.Stabilità, primo sì del Senato, nodi rinviati alla Camera

Roma, 20 nov. (askanews) - Incassato il primo sì del Senato, la manovra per il 2016 traghetta alla Camera per la seconda lettura, passaggio che già si annuncia più caldo rispetto all'esame a palazzo Madama. Molti, infatti, i 'nodi' rinviati a Montecitorio a partire dal tema della sicurezza, diventato urgente dopo i tragici fatti di Parigi. Ma anche il capitolo Sud, pensioni, giochi ed enti locali. Le speranze dei senatori di intervenire su questi temi sono presto sfumate e dopo un iter a rilento sono poche le modifiche di rilievo che la legge di stabilità si porta in dote dal Senato e riguardano soprattutto il pacchetto casa.

Il governo ha superato il primo giro di boa a palazza Madama incassando il sì di 164 senatori alla fiducia (116 i contrari e 2 gli astenuti). E dopo un iter in discesa si appresta adesso ad affrontarne uno più complicato nell'altro ramo del Parlamento dove tornerà a galla uno dei temi che più di tutti ha fatto discutere prima del varo della manovra in Consiglio dei ministri: le pensioni e la flessibilità in uscita. Argomenti su cui anche i senatori hanno provato, senza successo, a far passare i propri emendamenti che puntavano soprattutto al rafforzamento delle misure per favorire l'uscita anticipata dal lavoro attraverso il cosiddetto 'prestito pensionistico'.

Dopo un confronto aspro fuori dalle aule del Parlamento oltre che sulla previdenza anche sulla Tasi, il tetto al contante e gli sgravi per le imprese, il passaggio al Senato si preannuciava ricco di novità anche sul fronte del metodo. Solo due settimane fa il presidente della commissione Bilancio Giorgio Tonini aveva distribuito un 'vademecum' per ricordare ai senatori le regole che vietano la presentazione di emendamenti localistici e microsettoriali per evitare i consueti assalti alla diligenza. Ma a conti fatti, dopo l'esame in commissione, sono state poche le modifiche di rilievo apportate al testo e molte le micromisure. Difficoltà anche nelle procedure di voto rimandate all'ultimo con il rischio di non arrivare a votare il mandato al relatore e con il conseguente slittamento dell'approdo in Aula.

Nel merito, sulla casa si allarga la platea degli esenti al pagamento Imu-Tasi: niente più tasse per i proprietari che concedono l'immobile in comodato d'uso ai figli e ai parenti disabili o lo lasciano all'ex coniuge a patto che l'abitazione sia l'unica di proprietà. Esenti anche gli alloggi sociali, quelli delle forze dell'ordine e dei prefetti. Via libera allo sconto sull'Imu del 25% per i proprietari che affittano la seconda casa a canone concordato e stretta sui proprietari che fanno pagare ai propri inquilini una quota dell'affitto in nero.

Fra le altre novità, il canone Rai si pagherà a rate nella bolletta della luce da gennaio a ottobre, ma per il 2016 il primo versamento avverrà cumulativamente a partire dal primo luglio. Il tetto al contante torna a 1.000 euro per i money transfer ed entra in manovra il cosiddetto dl 'salva-Regioni' approvato dal governo su sollecitazione dei governatori per aiutare i bilanci delle Regioni a schivare il rischio default. Sul fronte degli aiuti alle famiglie con figli, è stata approvata una modifica che aumenta a due i giorni di congedo obbligatorio per i neo papà e vengono estesi di un anno anche i voucher per le baby sitter.

Da lunedì, quindi, la palla si sposta alla Camera. In primis il governo dovrà recuperare le risorse per la sicurezza, una partita che si giocherà di concerto con l'Europa. Poi le pensioni, ma anche il Sud su cui il Senato dopo tante promesse non ha modificato nulla. Sul tavolo c'è l'aumento della decontribuzione per i neoassunti al Mezzogiorno e il credito d'imposta pluriennale ad hoc. Altri nodi sono il capitolo giochi da cui deriva una buona fetta di copertura della manovra e gli enti locali in particolare per risolvere la situazione delle aree vaste (le ex province). Il governo potrebbe, infine, rimettere mano anche alla norma salva-delibere su tributi e Imu-Tasi dei comuni ritardatari che porta con sé il rischio di una mini-Tasi nel 2016.

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