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pubblicato il 26/nov/2013 18:52

Legge stabilita': Unimpresa, manovra pasticciata. No risorse crescita

(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Arriva, salvo sorprese, al giro di boa la legge di stabilita': la manovra sara' approvata oggi dal Senato, anche grazie alla fiducia posta dal Governo, ma il nostro giudizio resta negativo. Ci aspettavamo una cura shock per la ripresa e per sperare di portare l'Italia fuori dalla crescita. Invece nemmeno il maxiemendamento sembra contenere misure per la crescita''. Cosi' il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, a poche ore dall'approvazione al Senato della legge di stabilita'. Secondo il presidente di Unimpresa ''ai cittadini, ma anche agli imprenditori, va ridata fiducia.

Serve speranza e voglia di credere nel futuro''. ''Il mio mestiere e' cambiato - prosegue -, non faccio piu' il presidente di un'associazione di micro, piccole e medie imprese, ma lo psicologo. Nel mio ufficio c'e' un via-vai di imprenditori, di amici disperati. Gente che e' costretta a chiudere attivita' che hanno magari una storia di decenni.

Come risolvere questi drammi? La ricetta, lo diciamo da mesi, passa per fisco e credito: meno tasse e piu' finanziamenti.

Tuttavia, il peso delle tasse non sembra calare e la manovra presentata dal Governo e' insoddisfacente. L'Iva e' salita al 22 per cento e per le casse dello Stato gli effetti sono stati controproducenti nel senso che il gettito e' calato invece che aumentare, come sperava il Governo''. Per Longobardi ''di troppe tasse si muore e e si muore, parliamo di imprese ovviamente, anche perche' manca la liquidita': le banche hanno drammaticamente chiuso i rubinetti. Lo stesso presidente dell'Abi, il dottor Antonio Patuelli, ha dichiarato pochi giorni fa che il peso delle sofferenze, cioe' le rate non pagate di aziende e cittadini, costringeranno gli istituti a selezionare ancora di piu' il credito. Anche per questo aspetto sarebbe stata opportuna una risposta da parte del Governo''. ''La Legge di stabilita' prevede il rafforzamento dei fondi di garanzia.

Possiamo solo sperare che cambi qualcosa, ma non siamo troppo fiduciosi'' conclude Longobardi.

red-gbt

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