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pubblicato il 15/nov/2013 11:10

Legge stabilita': Commissione Ue, fuori Patto e va rivista. Il Tesoro, nessuna bocciatura

(ASCA) - Bruxelles, 15 nov - ''C'e' il rischio che la bozza di legge di bilancio 2014 non rispetti le regole del Patto di crescita e stabilita''', e percio' va rivista. Lo afferma la Commissione europea nel giudizio sulla Legge di stabilita'. Ma, puntualizza il Ministero dell'Economia a stretto giro, con una nota, non si tratta di una bocciatura, e inoltre i rischi segnalati dalla Commissione sono gia' considerati nell'azione del Governo e sono gia' state messe in campo misure per contrastare eventuali rischi su disavanzo e debito 2014. In particolare, secondo il giudizio della Commissione europea, ''non vengono rispettati i tetti di riduzione del debito nel 2014'', che secondo le previsioni della stessa Commissione raggiungeranno il 134% del Pil. Inoltre ''la bozza di legge di bilancio 2014 dell'Italia mostra progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni fiscali messe a punto dal Consiglio Ue nel contesto del semestre europeo''. Di conseguenza, per il nostro paese non ci sono le condizioni per avvalersi della clausola degli investimenti a sostegno della crescita, in base alla quale le spese a sostegno della crescita non vengono tenute in considerazione ai fini del conteggio del deficit, proprio perche' l'elevato livello di debito pubblico rischia di ripercuotersi sul deficit, afferma la Commissione. La clausola sugli investimenti pro-crescita e' importante per la liberta' di manovra dei paesi. In base al patto di bilancio europea (o 'fiscal compact'), tutti i paesi (che sono 25, in quanto il patto non e' stato sottoscritto da Gran Bretagna e Repubblica ceca) devono mantenere entro il 3% il livello di deficit rispetto al Pil. La clausola per gli investimenti produttivi prevede che le spese per interventi a sostegno dell'economia e della produttivita' non vengano conteggiati in questo calcolo per la soglia del deficit. Oggi la Commissione europea ha concluso che ''l'Italia non puo' beneficiare della clausola per gli investimenti nel 2014 in quanto sulla base delle previsioni autunnali della Commissione europea non ci sarebbero gli aggiustamenti strutturali minimi richiesti per portare il rapporto debito/Pil verso un livello di decrescita sufficiente''. Infine, ''la Commissione europea invita le autorita' italiane a prendere le misure necessarie, all'interno del processo per il bilancio nazionale, per assicurare che il budget 2014 rispetti pienamente il Patto di crescita e stabilita'''. Una nota positiva, pero', arriva dal commissario europeo per gli affari economici e monetari, Olli Rehn: ''L'Italia ha avviato una revisione della spesa molto ampia che vedo con favore, e mi aspetto che se ne possano quantificare gli effetti a inizio 2014'', afferma nella conferenza stampa di presentazione delle opinioni sui progetti di Legge di stabilita' 2014 dei paesi dell'Eurozona. Avere stime a inizio 2014, aggiunge Rehn, ''permetterebbe all'Italia di tornare a chiedere la clausola per gli investimenti''.

 

- La Commissione europea nelle comunicazioni di oggi, si legge nella nota del Tesoro successiva alla conferenza stampa di Olli Rehn, ''sottolinea che ''le leggi di bilancio di tutti i Paesi dell'area Euro non violano in maniera sostanziale gli obblighi del Patto di Stabilita' e Crescita e che non e' necessario richiedere revisioni dei piani di bilancio''. L'opinione della Commissione sul DDL di stabilita' dell'Italia - rileva la nota - mette in luce ''un rischio che la legge di stabilita' per il 2014 non assicuri il rispetto delle regole del Patto di Stabilita' e Crescita.    In particolare, le previsioni della Commissione sottolineano il rischio che la legge di stabilita' non consentira' la riduzione del rapporto debito/PIL in linea con il benchmark di riduzione del debito''''. Per il Tesoro, ''tale valutazione discende da una stima di crescita del prodotto che, come e' noto, non coincide con quella del Governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica. Va poi sottolineato - continua il Tesoro - che la crescita del debito in rapporto al PIL e' la risultante della recessione che si e' protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea. Anche il sostegno finanziario ai Paesi dell'area dell'Euro in difficolta' ha contribuito alla dinamica del debito. Inoltre - sono ancora le valutazioni del Tesoro - nel formulare il suo giudizio la Commissione non tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilita', e gia' in fase di attuazione. Provvedimenti che da un lato rappresentano uno stimolo all'economia, dall'altro saranno in grado di produrre gettito e risparmi di spesa aggiuntivi che il governo intende utilizzare per ridurre ulteriormente il disavanzo e il debito del 2014, oltre che per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Al riguardo - prosegue la nota - possono essere ricordati interventi come la spending review (ricordiamo che il programma di lavoro del Commissario straordinario e' gia' stato trasmesso al Comitato interministeriale, che lo discutera' nei prossimi giorni), la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'Italia (sulla scorta di un'analisi gia' effettuata e resa pubblica la scorsa settimana). Queste misure - viene sottolineato - rafforzano il carattere innovativo della Legge di stabilita' 2014 che, per la prima volta dopo diversi anni, avvia un percorso di riduzione della tassazione e di riqualificazione della spesa pubblica tagliando quella corrente ed aumentando la quota destinata agli investimenti, su un arco di tempo triennale, un periodo adeguato affinche' gli interventi in essa contenuti possano estrinsecare pienamente i loro effetti''.    Il Governo, puntualizza il Tesoro, ''condivide il giudizio della Commissione sull'esigenza di continuare a perseguire una strategia di consolidamento delle finanze pubbliche e di riduzione del debito e ritiene che le misure sopra indicate avranno effetti positivi sui conti pubblici, in linea con quanto richiesto dal Patto di Stabilita' e Crescita, senza bisogno di ulteriori interventi.  Dopo il giudizio della Commissione, la Legge di stabilita' sara' discussa dall'Eurogruppo il 22 novembre prossimo''. Le misure indicate dal vice presidente della Commissione Ue Olli Rehn ''sono gia' state considerate'', ha successivamente ribadito in conferenza stampa il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che in sintesi ha rassicurato: siamo determinati a rispettare i saldi, rispetteremo i parametri sul debito e non serviranno aggiustamenti al bilancio, con il calo del debito che resta l'obiettivo primario. Saccomanni vede ''segnali di ripresa'', e grazie a una manovra ''equilibrata e prudente'', si potranno ottenere risparmi pari a circa 2 punti di Pil.

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