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pubblicato il 09/giu/2016 14:43

Le spedizioni navali romane nel libro dell'ammiraglio Bettini

'Oltre il fiume Oceano' racconta la conquista della Britannia

Le spedizioni navali romane nel libro dell'ammiraglio Bettini

Roma, (askanews) - Le spedizioni navali romane alla conquista della Britannia. L'ultimo libro dell'Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini racconta la grandezza dell'impresa dei romani attraverso le tre spedizioni del 55 e 54 a.C. di Giulio Cesare, del 43 d.C. di Claudio e del 296 d.C. di Costanzo Cloro. Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa dal 2011 al 2013, l'Ammiraglio Bettini decide però di dedicarsi alla stesura del libro dopo l'incarico come addetto navale per la difesa in Gran Bretagna presso l'Ambasciata italiana a Londra.

"Negli anni passati in Gran Bretagna mi sono accorto che in realtà la conoscenza di questa grossa impresa, soprattutto la parte navale che ha portato alla conquista della Britannia era quasi sconosciuta da noi ed era fonte di domande frequentissime di parte della cultura inglese alle quali spesso mi trovavo in parte impreparato a rispondere perché questa tematica su cui ho scritto allora era conosciuta molto marginalmente e soprattutto legata a ciò che ha scritto Giulio Cesare, ma non su tutto il resto".

L'ammiraglio descrive il periodo preso a riferimento.

"Se guardiamo tutto l arco delle missioni e delle spedizioni romane si parte dal 55 avanti cristo in cui Cesare fa la prima spedizione abbastanza limitata e più conoscitiva fino al 296 dopo Cristo in cui l'impero è già in sofferenza e in cui si tratta di difendere l'esistente. La più grossa impresa però è centrata su Claudio cioè sul 43 dopo Cristo".

L'autore affronta e descrive discipline diverse per far luce sulle vicende narrate. "Leggendo mi sono reso conto che l'approccio tradizionale che è quello storico-letterario perchè bisogna partire sempre dalle fonti in realtà taglia una parte della spiegazione degli eventi che richiede una conoscenza anche di tecnologia navale, di meteorologia, di filologia dettagliata su alcuni testi antichi e non basta una conoscenza storica generale a cui spesso si fa riferimento".

L'Ammiraglio Bettini illustra poi l'importanza della logista e della tecnologia romana narrati nel libro. "L'impresa soprattutto centrata nel primo secolo che è quella di Claudio è un impresa prevalentemente di una grandissima logistica e di tecnologia applicata che non ha pari nella storia romana e in realtà gli inglesi che sono degli ottimi analisti della storia per trarne degli insegnamenti utili anche oggi hanno utilizzato i dati logistici dei romani fino ai primi del 900 in tutto il loro periodo di espansione coloniale utilizzando esattamente le tabelle di alimentazione, trasporto, di tempi di movimento in una cosa che ha dell incredibile se pensiamo che in Italia tutto questo non è mai stato analizzato in questo modo".

L'autore descrive il ruolo della capacità marittima romana.

"In Italia conosciamo molto bene le potenzialità e le capacità delle legioni quando si sono spostate via terra, ma non c è in realtà neanche dal punto di vista archeologico un analisi di quello che è stato il momento fondamentale del passaggio dalla Gallia, quindi dalla Francia alla Britannia per il momento di inizio della grande conquista. Pensiamo che si tratta di 40 mila uomini con Claudio, circa mille navi, che sono navi di circa 30-40 metri, ma è una dimensione notevolissima che ha richiesto circa due anni di preparazione perchè i romani volevano essere autonomi anche durante il loro periodo di ingresso nelle aree più interne della Britannia. Quindi è una difficoltà enorme che più dell aspetto combattente mette in evidenza la capacità logistica romana e tecnologica".

Il libro dedica molto spazio alla costruzione delle navi. "Se non si capisce qual'era la difficoltà che potevano avere i romani nel transitare, vivere su una nave, con la fragilità di queste navi nel muoversi in un mare del nord che ha delle difficoltà normalmente molto superiori alle nostre e non solo climatiche è difficile capire come le legioni abbiano avuto un supporto che poi è stato essenziale nella conquista interna. Soprattutto perchè spesso le navi, a parte il momento delle mille navi transitate con Claudio in Britannia, hanno seguito e spesso anticipato le legioni per rifornirle durante il resto della conquista verso nord e verso occidente della Britannia".

L'ammiraglio Bettini non nasconde la propria soddisfazione per il libro.

"E il libro in cui mi sono divertito di più. L'ho fatto con molta calma senza un intento specificamente professionale e ho messo insieme una serie di discipline diverse che mi hanno sempre appassionato. Quindi è un libro che mi ha dato soddisfazione scrivere e spero possa interessare anche nello stesso modo chi legge".

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