martedì 24 gennaio | 10:08
pubblicato il 20/feb/2013 17:23

Lazio: Corte Conti, casi di disinvolta gestione del denaro pubblico

(ASCA) - Roma, 20 gen - Nel 2012, nel Lazio, ci sono stati episodi ''emblematici del livello di disinvolta gestione del denaro pubblico raggiunto nel nostro Paese e della inefficacia dei controlli amministrativi''. Cosi', in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno giudiziario della Corte dei Conti del Lazio, il presidente Ivan De Musso.

In particolare, De Musso ha ricordato come l'anno giudiziario 2012 si e' aperto ''con la condanna, suscettibile di rivalutazione in corte d'appello, di dieci societa' concessionarie del gioco lecito, nonche' di alcuni dirigenti dei Monopoli di Stato, in quanto le inadempienze contrattuali delle prime e l'omissione di efficaci controlli da parte dei secondi hanno prodotto un danno da disservizio all'erario di 2,5 miliardi di euro''.

Altra fattispecie di ''ingente danno erariale'', a giudizio di De Musso, ''e' stata individuata in materia di riscossione di tributi ed entrate comunali (circa 80 milioni di euro). Il fatto riguardava in particolare una nota societa' concessionaria della riscossione, oggi in amministrazione straordinaria, alla quale, in virtu' di un'apposita convenzione, l'amministrazione comunale aveva riconosciuto un aggio fino al 30% sulle somme riscosse'', sebbene ''l'ente locale in questione non conoscesse l'esatto ammontare di queste somme''.

''C'e' poi chi ha lucrato anche sui farmaci salvavita'', ha aggiunto De Musso, citando il caso della ''titolare di una farmacia che, approfittando della dicitura urgente apposta sulla prescrizione del medico di base, ha attivato la procedura ordinaria (invece della semplice messa a disposizione) per la richiesta ai centri del servizio sanitario nazionale del farmaco. Procedura che prevede il rimborso, a favore della farmacia, del prezzo pieno del farmaco anziche' del solo costo della sua distribuzione''.

Sempre nella sanita', ha lamentato, ''sono noti i motivi di preoccupazione: ospedali troppo piccoli, troppi posti letto, qualita' delle cure non all'altezza dei costi, disfunzioni organizzative e inidoneita' degli organi di controllo interno''. Tuttavia, nel 2012, ''si sono colti aspetti positivi e di miglioramento del servizio rispetto agli anni precedenti''. In particolare, ''il policlinico Umberto I va assumendo un volto efficiente, piu' adeguato alle sfide dei tempi nuovi''.

red/mar

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