domenica 26 febbraio | 20:59
pubblicato il 04/gen/2012 18:59

Lavoro/La concertazione divide sindacati. Cgil: Monti sia chiaro

Corso Italia: no solisti stonati. Cisl: basta teatrini

Lavoro/La concertazione divide sindacati. Cgil: Monti sia chiaro

Roma, 4 gen. (askanews) - La Cgil invoca maggiore chiarezza e su Twitter chiede al Governo di parlare chiaro sulla riforma del lavoro, mentre sollecita Cisl e Uil a non essere "solisti stonati". La concertazione divide i sindacati. La Cisl replica dicendo "basta con il teatrino mediatico, i fatti diranno chi vuole la trattativa o meno". Con Cisl e Uil "bisogna concordare uno spartito, non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati - è il post su Twitter della confederazione guidata da Susanna Camusso - non è necessaria la concertazione anni '90, ma un confronto serio e onesto. Con Cisl e Uil serve arrivarci con una posizione comune. Se il governo Monti vuole un accordo chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti". La risposta della Cisl arriva con una nota ufficiale. "La gravità dei temi economici e sociali da affrontare con il Governo, a partire dall'emergenza lavoro - afferma l'organizzazione di via Po - non consente a nessuno di innescare polemiche pregiudiziali o peggio ancora di esprimere giudizi caricaturali sulle posizioni altrui. La Cisl non intende partecipare a questo teatrino mediatico virtuale senza costrutto". Le modalità con cui il Governo intende aprire il confronto con le parti sociali "non possono diventare pretesto - spiega il sindacato guidato da Raffaele Bonanni - per non affrontare i problemi pesantissimi che gravano sul mondo del lavoro e trovare le necessarie soluzioni. Verificheremo nei fatti la reale volontà sia del Governo che delle altri parti sociali di fare una vera trattativa che conduca a un accordo sui temi della crescita e dell'occupazione". Sul tema del lavoro interviene anche l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "Il Pdl sosterrà lealmente l'azione del Governo che si realizzerà in coerenza con le uniformi indicazioni dell'Unione europea, della Bce, del Fondo monetario e dell'Ocse con riferimento al mercato del lavoro. Si tratta di garantire una efficace protezione dei lavoratori negli stati di inattività; di promuovere in particolare l'occupazione dei giovani, delle donne e degli anziani; di incoraggiare, attraverso regole convenienti, la più generale propensione ad assumere". In materia di contratti di lavoro "esistono tecniche di protezione diverse che garantiscono la libertà, la sicurezza e la dignità dei lavoratori dipendenti molto meglio dell'articolo 18 - dichiara invece il parlamentare del Pd, Pietro Ichino - e che, soprattutto, non generano dualismo di tutele nel tessuto produttivo, come invece lo genera l'articolo 18". Ma per la Cgil il contratto unico di Ichino "è pubblicità ingannevole, non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani".

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